Foggia, inchiesta “Imperial”: condannato per usura a 5 anni e 7 mesi uno degli arrestati

Interessi usurari fino al 580%. Con queste accuse Antonio Battiante fu arrestato nel 2018 nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Procura di Foggia. Ora è stata emessa la condanna nei suoi confronti.  

Cinque anni e sette mesi di reclusione. È la condanna che dovrà scontare Antonio Battiante, uno dei quattro arrestati nel giugno del 2018 a Foggia con l’accusa di usura nell’ambito dell’operazione Imperial. Secondo quanto emerso dalle indagini, gli imputati prestavano denaro a liberi professionisti e piccoli commercianti partendo da interessi a tassi usurari fino al 580%. Battiante è stato anche interdetto per sempre dai pubblici uffici. A dare il via all’inchiesta fu il gesto disperato di una delle vittime, che oberata dai debiti nei confronti dei suoi strozzini non riusciva più ad andare avanti. Dopo il suo tentato suicidio, le indagini della polizia avevano fatto emergere un quadro allarmante legato a un imponente giro di usure. Gli investigatori riuscirono a risalire ai responsabili grazie all’utilizzo delle intercettazioni telefoniche, dalle quali emerse il coinvolgimento di altre vittime tra liberi professionisti e piccoli imprenditori, nonché operatori del mondo scolastico. Tutti costretti a pagare i debiti con interessi che andavano ben oltre il tasso limite stabilito dalla legge.

Dei soggetti arrestati, uno aveva patteggiato la pena di 20 mesi, un altro era stato condannato con rito abbreviato a tre anni di reclusione. Un quarto indagato fu assolto per non aver commesso il fatto. Nel processo si è costituita parte civile la Fondazione Antiusura Buon Samaritano, rappresentata dall’avvocato Maria Laura Trisciuoglio, che sin da subito si è schierata accanto alla vittima.