Caso De Benedictis, l’ex gip resta in carcere: la difesa rinuncia al Riesame

Con il passare delle ore, emergono ulteriori dettagli relativi all’inchiesta che ha travolto l’ex gip di Bari Giuseppe De Benedictis, accusato di aver intascato tangenti dall’avvocato penalista barese Giancarlo Chiariello in cambio di scarcerazioni di pregiudicati difesi dal legale. “Con una barca a remi dal porticciolo di Molfetta, percorsi un centinaio di metri dalla costa, un’oretta al massimo e buttai poi amare il borsone con tutte le armi che illegalmente detenevo, perché mai denunciate. Feci tutto da solo”. Queste le dichiarazioni di De Benedictis, in carcere dal 24 aprile per corruzione in atti giudiziari e al quale nelle scorse ore è stata notificata un’altra ordinanza d’arresto per traffico e detenzione di armi. L’ex gip ha riferito poi fatti risalenti a più di un decennio fa, quando – nell’ottobre 2010 – fu arrestato per la detenzione di un’arma da guerra, vicenda dalla quale è stato assolto. “Con riferimento alla richiesta dell’ufficio di Procura di riferire in merito alla eventuale commissione di fatti di rilievo penale che mi riguardino – dice l’ex gip agli inquirenti della Dda di Lecce – , escludo di averne commessi di altri perlomeno dal 2011. Con particolare riferimento alla detenzione di armi, devo dire che di quelle che detenevo illegalmente e che erano armi della prima guerra mondiale, eredità di mio zio che era un ufficiale di marina, me ne sono liberato a Natale del 2010 tenendo fede alla parola data a mia moglie. In particolare recuperai queste armi che custodivo in una casa di mio zio, a Molfetta, le occultai in un borsone e le versai in mare”. Alla luce degli ultimi sviluppi, i difensori di De Benedictis hanno rinunciato all’istanza di riesame per ottenere la scarcerazione del loro assistito.