A Irsina “ennesima” operazione contro i furti nelle aziende del materano

I Carabinieri alle prime luci dell’alba di lunedì (Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tricarico unitamente a quelli delle Stazioni di Irsina, e Genzano di Lucania), hanno individuato a Monteserico in agro di Genzano, due grossi capannoni con i lucchetti dei portoni in ferro forzati, una volta entrati per l’ispezione  el sono stati rinvenuti sette mezzi pesanti già oggetto di furto il giorno prima (9 maggio) denunciato da un imprenditore irsinese cui erano stati rubati “sette mezzi d’opera” tra cui due autobetoniere, tre camion e due escavatori, per un danno complessivo di oltre 400mila euro.

Il dispiegamento di uomini e mezzi, con le ricerche scattate sui territori provinciali di Potenza, Matera e Bari, dove in precedenza erano stati ritrovati altri mezzi rubati, porta i militari a ritenere che i malviventi “sentitisi braccati a causa dell’imponente dispiegamento di forze messo in campo, abbiano deciso di occultare momentaneamente i mezzi nei due capannoni all’insaputa del legittimo proprietario, per poi tornare a prenderli quando si fossero calmate le acque”.

I militari, dopo le operazioni di sopralluogo, hanno restituito i mezzi al legittimo proprietario.

Questo episodio segue, in ordine di tempo, quello registrato a inizio maggio a Bernalda, sempre in provincia di Matera, che aveva portato i Carabinieri ad arrestare in flagranza 2 uomini sorpresi in un cantiere edile a rubare gli infissi, ed ancora quello accaduto agli inizi di aprile, nelle campagne di Stigliano, che aveva portato i Carabinieri a costringere alcuni malviventi a fuggire dall’azienda agricola dove stavano perpetrando un furto di gasolio e di attrezzature agricole, e poco dopo, ad abbandonare l’autovettura in loro uso, successivamente recuperata e sottoposta a sequestro.

Come anche quello verificatosi a fine marzo quando i Carabinieri avevano intercettato ed imposto l’alt ad un’auto Audi A4 che, non ottemperando all’indicazione dei militari, si era data ad una rocambolesca fuga, ma poco dopo, era stata abbandonata lungo la strada. All’interno dell’autovettura, i militari, oltre a rinvenire “numerosi attrezzi atti allo scasso ed una pompa elettrica idonea ad aspirare liquidi”, avevano recuperato la refurtiva, consistente in numerose taniche in plastica contenenti gasolio e vari attrezzi agricoli, che insieme ad un trattore, erano stati poco prima asportati da un’azienda agricola poco distante. Le immediate ricerche del mezzo agricolo asportato avevano consentito ai militari di ritrovarlo, nascosto in un campo distante diversi chilometri dal luogo del furto.