Bari, sequestrati beni per un valore di un milione di euro a due società accusate di frode fiscale

Emettevano fatture per operazioni inesistenti in favore di numerose imprese su tutto il territorio nazionale, con una conseguente evasione di imposte per un importo complessivo di 600 mila euro. Per questo, le fiamme gialle hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni nei confronti degli amministratori della società, con sede ad Adelfia. Un secondo sequestro preventivo è stato eseguito nei confronti di una ditta individuale con sede a Turi, che avrebbe occultato la documentazione contabile e omesso la presentazione della dichiarazione Iva per gli anni 2017 e 2018 per un’evasione complessiva di oltre 340 mila euro.

Entrambe le indagini sono state coordinate dal pm di Bari Giuseppe Dentamaro. Ai legali rappresentanti delle due società sono stati sequestri conti correnti, terreni e appartamenti. I carabinieri invece nelle scorse ore hanno eseguito un provvedimento di confisca di beni per circa 4,5 milioni di euro nei confronti di Antonio Livrieri, 56enne di Corato (Bari), pluripregiudicato e già condannato per reati di usura, ricettazione, rapina e furto.

I beni, già sequestrati nel mese di dicembre del 2019, sono ora stati definitivamente confiscati. Le indagini hanno evidenziato “tanto la pericolosità sociale quanto l’illecita provenienza dell’ingente disponibilità finanziaria e immobiliare del 56enne”. In circa un trentennio Livrieri “aveva costituito un piccolo impero, acquisendo ben tredici unità immobiliari, dislocate tra i comuni di Corato, Bisceglie e Terlizzi, accumulando disponibilità finanziarie conservate su svariati conti correnti accesi presso otto diversi istituti di credito” spiegano gli investigatori. Stando agli accertamenti disposti dai magistrati baresi il 56enne avrebbe “riciclato i capitali accumulati” con le attività illecite “soprattutto attraverso l’acquisto di immobili. Il tutto nonostante dichiarasse al fisco un reddito medio di circa 4.700 euro annui”.