Arcelor Mittal, Incontro Giorgetti e aziende. “Lo Stato vigilerà”

 

L’ingresso dello Stato nell’ex Ilva come socio minoritario rispetto ad ArcelorMittal, “oltre a essere un atto doveroso di controllo perché lo Stato investirà dei soldi pubblici nell’azienda servirà anche a verificare ed eventualmente correggere alcune politiche distorsive che sono state segnalate”. E’ quanto ha affermato il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti che ha incontrato oggi in video conferenza le aziende legate all’indotto ex Ilva. “In ogni caso – ha avvertito il ministro – l’ingresso pubblico non sarà pretesto per nessun comportamento improntato al lassismo come in passato ma avrà il compito di vigilare sulla correttezza di scelte e comportamenti da parte di tutti”.
All’incontro di oggi hanno partecipato esponenti di Confindustria, Confindustria Puglia, Confartigianato, Confapi, Confapi industria Taranto. Il giudizio di Giorgetti, si legge in
una nota, è stato positivo, consapevole del “percorso lungo e complicato legato al dossier acciaio in Italia” che sta approfondendo in queste settimane. Il ministro ha confermato che a breve il Mef dovrebbe sbloccare i 400 milioni da parte di Invitalia e di conseguenza entreranno in azienda, già in amministrazione straordinaria, 3 consiglieri in Cda in rappresentanza dello Stato. Giorgetti, inoltre, ha chiesto delucidazioni sui crediti, circa 100 milioni di euro, dell’azienda. In particolare se si tratta di somme esigibili e nel caso, in quale misura.

 

 

Una proposta “condivisa” sulle problematiche delle imprese dell’indotto di ArcelorMittal è stata avanzata oggi pomeriggio dal presidente di Confindustria Puglia Sergio Fontana e dal rappresentante di Confindustria Taranto Piero Chirulli in una videocall con il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. Proposta “in grado – spiega una nota dell’associazione degli industriali – di poter supportare le imprese della filiera operante sul territorio nazionale sul piano della carenza delle liquidità. Si tratta della cessione, a titolo oneroso, dei crediti non riscossi ad una società indicata dallo Stato, in modo tale da far ottenere alle aziende interessate la liquidità necessaria per il pagamento esclusivo di dipendenti, fornitori, imposte e contributi (rinunciando pertanto ad altri usi, fra cui la distribuzione dei dividendi), in attesa che il gestore dello
stabilimento possa risolvere i problemi causa dei ritardi dei pagamenti”. All’incontro in modalità telematica hanno  partecipato anche i referenti di Confapi e Confartigianato, a
loro volta interessati dalla questione, per le loro imprese fornitrici, dei pagamenti non corrisposti. Secondo Confindustria, il ministro si è impegnato a valutare la proposta “sulla scorta dell’ammontare degli stessi crediti (che attualmente si attestano intorno ai 30 milioni di euro) e dei requisiti che gli stessi presentano per poter essere
factorizzati». Il ministro, viene evidenziato, “ha inoltre comunicato ai presenti che a breve i previsti 400 milioni che Invitalia verserà in vista dell’ingresso come azionista al 50% potrebbero servire, come è auspicabile, per un possibile anche se parziale ristoro della platea dei fornitori”. Il ministro, conclude l’associazione, ha poi ribadito l’importanza dell’acciaio italiano “con il cuore a Taranto”