Consiglio regionale della Basilicata, approvata la pdl S.U.A.R.B., le reazioni di maggioranza e opposizione

l Consiglio regionale della Basilicata ha approvato a maggioranza (con 11 voti favorevoli di Fi, Lega e Fdi e 5 voti contrari di Iv, Pd  e Pl) la proposta di legge, di iniziativa dei consiglieri Francesco PiroGerardo Bellettieri Vincenzo Mario Acito (Forza Italia) e sottoscritta in aula dalla consigliera Dina Sileo (Lega), che apporta modifiche all’articolo 32 della legge regionale n.18 dell’08.08.2013 di istituzione della Stazione unica appaltante.
“La proposta di legge – si legge nella relazione illustrativa – nasce con l’obiettivo preciso di coadiuvare la Stazione Unica Appaltante della Regione Basilicata (Suarb), al fine di accelerare i processi di gara.
La pdl ha l’obiettivo, in caso di necessità ed emergenza, di supportare Suarb con altre stazioni appaltanti previste dagli articoli 37 e 38 del codice degli appalti, qualificate mediante iscrizione presso l’Anac, nello specifico Consip per il settore sanitario e altra centrale di committenza negli altri settori, e di adeguare, per i lavori, la soglia di competenza della Suarb all’importo previsto dalla normativa vigente per i contratti pubblici di rilevanza comunitaria”.

Nella relazione si precisa che “non è sottesa nessuna azione di controllo, consci del sovraccarico del lavoro a cui la Suarb è sottoposta per tutti gli appalti superiori alla soglia comunitaria per servizi e forniture e tutti quelli superiore al milione di euro per i lavori degli enti sub regionali e delle Asp, Asm, Consorzi di bonifica e Consorzi di sviluppo industriale operanti in Basilicata”.

Non sono mancate le reazioni all’approvazione di questa pdl, “la legge voluta ed approvata oggi dalla maggioranza di centrodestra in consiglio regionale – hanno dichiarato i consiglieri Cifarelli e Pittella del PD – di fatto smantella la Stazione Unica appaltante (S.U.A.R.B.) che viene svuotata della mission per la quale era stata istituita, ossia soggetto aggregatore volto alla trasparenza, all’efficienza e alla velocità negli appalti pubblici. Si sceglie invece, e non se ne capisce la ragione, di tornare indietro nel tempo, anche contro gli indirizzi del legislatore nazionale, e di dare agli enti sub-regionali la possibilità di fare da sé. Ci sembra una riorganizzazione non necessaria, anzi che mortifica le ottime performance avute negli anni passati, e che ha tutto il sapore di una trasparenza appannata, di un’etica sbiadita e di una pessima gestione organizzativa con il rischio di dis-economie e farraginosità amministrative, alle quali avevamo messo un argine. Tant’è. Tra le tante difficoltà ed inerzie che questo governo produce, l’attenzione si é spostata su una macchina funzionante secondo i principi dell’anticorruzione e della semplificazione amministrativa, uccidendola”.

Soddisfatti invece i consiglieri firmatari, Acito, Bellettieri e Piro:

La proposta di legge approvata oggi consente di snellire il numero delle procedure che gravano sul SUARB, portando a 5,35 milioni di euro il tetto degli appalti dei lavori ed a 214 mila euro quello dei servizi e forniture che debbano richiedere l’ intervento della stazione unica appaltante, andando a modificare la norma in essere, risalente al 2013.  La proposta di legge ha l’obiettivo, in caso di necessità ed emergenza, di supportare SUARB con altre centrali di committenza previste dagli articoli 37 e 38 del codice degli appalti, qualificate mediante l’iscrizione all’ANAC” 

L’immane lavoro che ha portato alla definizione della Proposta di Legge, già da Novembre 2020 oggetto di valutazione e discussioni, nella 1a Commissione Consiliare Permanente del 27/01/2020 ha previsto l’audizione dei rappresentanti di vari enti, fra cui San Carlo, Asp. Asm, Ater Matera, Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Potenza e Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Matera. Ne è emersa un’evidente condizione di proroghe contrattuali di importi rilevanti. Queste “proroghe tecniche” vengono intese dall’ Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC) come un “ammortizzatore pluriennale di inefficienze”, spesso dovuto alla mancanza di una corretta programmazione delle acquisizioni di beni e servizi e delle attività di gara.

“Siamo lieti che sia passata la linea dello snellimento procedurale, che non sottende nessuna azione di controllo, come più volte ripetuto, ma solo l’attiva consapevolezza del sovraccarico del lavoro a cui la SUARB è tuttora sottoposta per tutti gli appalti superiori alla soglia comunitaria per servizi e forniture e tutti quelli superiore al milione di euro per i lavori degli enti sub regionali e delle ASP, ASM e Consorzi, Consorzi di bonifica, ecc.  La politica ha il ruolo e l’obbligo morale di arginare queste inefficienze, e lo fa attraverso un intervento legislativo finalizzato a sensibilizzare i soggetti preposti per una rapida ed efficiente programmazione e gestione del processo di affidamento delle gare”.

La PdL 70/2020 approvata punta ad adeguare gli importi di riferimento, per le competenze specifiche di SUARB, a quelli indicati dalla normativa nazionale (soglia comunitaria per servizi e forniture e soglia comunitaria per lavori), oltre a fornire a SUARB la possibilità di essere supportata da altre centrali di committenza riconosciute dall’ ANAC – Autorità Nazionale Anti Corruzione, nello specifico CONSIP per il settore sanitario ed altra centrale di committenza, sempre riconosciute dall’ ANAC, negli altri settori.

Questo disagio amministrativo, che ha ricadute pesanti sul sistema produttivo per la concessione degli appalti, deve essere risolto, ed in fretta, in vista della necessità di far ripartire il settore e l’economia lucana. E soprattutto per consentire la gestione corretta e rapida dei finanziamenti attesi grazie al Recovery Fund, che vede già la Regione attiva, dal punto di vista delle relazioni con i ministeri competenti, al fine di garantire un certo e concreto sostegno alle progettualità locali”.

Con questi ritardi sarebbe problematico immaginare di poter affrontare la grande scommessa degli appalti con le risorse del Recovery Fund, che, secondo previsioni attendibili, potrebbero variare da 3 a 5 miliardi di euro per finanziare le progettualità lucane.  Diventa, quindi, indispensabile adottare soluzioni che consentano di accelerare le procedure di gara e ridurre al minimo, se non eliminare, il sistema delle proroghe che sono l’antitesi della trasparenza e della concorrenza.