Migranti: truffa su accoglienza: 4 indagati a Taranto

Sono 16 gli stranieri individuati, per i quali sarebbero stati indebitamente percepiti i rimborsi che hanno consentito di incassare una somma pari a circa 90mila euro

Percepivano rimborsi non spettanti comunicando alla Prefettura un numero di presenze di ospiti, all’interno delle proprie strutture di accoglienza per migranti, superiore a quello reale. Sono accusati di truffa, in concorso, un uomo e una donna, amministratori e rappresentanti legali di una Società Cooperativa della provincia di Taranto, affidataria del servizio di accoglienza e assistenza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, e due dipendenti della stessa cooperativa, ai quali la Polizia ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini della procura. Il raggiro, secondo l’accusa, era “scrupolosamente organizzato”: agli ospiti venivano fatti firmare indebitamente i fogli di presenza in epoca diversa e non, come previsto, in maniera giornaliera, omettendo di comunicare gli ospiti che, nel frattempo, per vari motivi si erano allontanati dalle loro strutture ricettive. Sono 16 gli stranieri individuati, per i quali sarebbero stati indebitamente percepiti i rimborsi che hanno consentito di incassare una somma pari a circa 90mila euro, provocando un danno per la pubblica amministrazione di rilevante entità. Le indagini, avviate nel 2019, sono scaturite a seguito di un controllo “anticaporalato” della Squadra Mobile in una masseria della provincia Jonica nel corso del quale emersero numerose anomalie. I due responsabili della cooperativa sono chiamati a rispondere anche del reato di frode in fornitura pubblica continuata. In particolare, avrebbero utilizzato parte dei propri dipendenti, incaricati di assicurare il servizio di accoglienza, nello svolgimento di attività diverse, agricole-edilizie, in favore di altre società sempre gestite dai due.