Rincari sulle mascherine protettive: procura chiede rinvio a giudizio per azienda di Altamura

Rincari sulle mascherine vendute on-line, durante il primo lockdown, anche a 40 euro. Chiesto il rinvio a giudizio da parte della Procura di Bari nei confronti di un’azienda di Altamura

Rincari fino a oltre 1500% rispetto al prezzo d’acquisto. La Procura di Bari ha chiesto così il rinvio a giudizio per un’azienda di Altamura, nel Barese, accusata di reati di manovre speculative sul mercato e truffa aggravata, nel primo lockdown.

L’azienda, infatti, eseguiva rincari eccessivi sul prezzo delle mascherine per i reati di manovre speculative sul mercato e truffa aggravata. L’indagata, ipotizza la Procura, dal 21 febbraio al 4 marzo 2020 avrebbe messo in vendita i dispositivi di protezione individuale, tramite una piattaforma e-commerce con ricarichi dei prezzi medi via via crescenti, in tal modo imponendo sul mercato un prezzo medio progressivamente maggiorato.
In particolare, l’imprenditrice si sarebbe procacciata oltre 11mila mascherine pagandole tra 1,12 e 2,69 euro ciascuna, per poi rivenderle al prezzo di minimo 9,99 euro, fino a 43,98 euro.

Nello stesso periodo la ditta avrebbe venduto, sempre on line, confezioni contenenti 5 mascherine del tipo ‘ffp3’ ad un prezzo di 199,90 euro (100 euro di spedizione) inducendo in errore il pubblico acquirente che acquistava complessivamente 16 confezioni focalizzando l’attenzione sul dichiarato costo di 99,99 ossia circa 20 euro cadauna, già di per se sproporzionato.

Il costo effettivo, tenuto conto anche delle dichiarate spese di spedizione di 100 euro, senza dubbio inverosimili in considerazione del peso della singola confezione, sarebbe stato pari a 40 euro cadauna, da considerarsi altamente sproporzionato e speculativo.