Brindisi, giudice arrestato si difende: “Nessuna estorsione, solo compensi per mia moglie avvocato”

Nessuna estorsione, solo compensi per sua moglie, professione avvocato. Si difende così per la prima volta dinanzi al Tribunale del Riesame di Potenza, Gianmarco Galiano, il giudice civile del Tribunale di Brindisi, in carcere con l’accusa di aver fatto parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari. Particolare rilievo, nella difesa, è stato dato alla vicenda, qualificata come estorsione, in cui secondo l’accusa Galiano avrebbe intascato una quota parte di risarcimento destinato ai genitori di un bimbo disabile e di una ragazza morta in un incidente stradale. Il legale di Galiano ha fatto presente che più volte il magistrato, in virtù di rapporti diventati confidenziali, aveva prestato ai genitori del bambino il proprio suv Range Rover “per recarsi più comodamente a Roma, in occasione delle visite mediche che il piccolo doveva sostenere presso l’ospedale Bambin Gesù”. Secondo quanto affermato, i 150mila euro incassati sarebbero l’onorario dell’avvocato Federica Spina, ex moglie di Galiano, attualmente ai domiciliari. L’avvocato Francesco Bianco, per cui pure sono stati disposti i domiciliari, ha rinunciato al Riesame. La decisione dei giudici sulle richieste del giudice e del consulente è attesa nelle prossime ore. L’udienza si è tenuta nelle scorse ore anche per Oreste Pepe Milizia, commercialista e consulente del Tribunale che pure, come Galiano, si trova nel carcere di Melfi. Entrambi hanno chiesto l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare.