Arresto giudice di Brindisi, Procura di Potenza impugna ordinanza di custodia cautelare

 

La Procura di Potenza ha impugnato dinanzi al Tribunale del Riesame parte dell’ordinanza  di custodia cautelare del gip Lucio Setola che il 28 gennaio scorso ha disposto l’arresto del giudice civile di Brindisi Gianmarco Galiano, del commercialista Oreste Pepe Milizia e di
altre quattro persone. L’udienza in camera di consiglio è stata fissata per il 23 febbraio prossimo. In particolare è stato contestato il rigetto delle richieste di arresti domiciliari nei confronti di due indagati, l’imprenditore agricolo Vincenzo Francioso, di Latiano, e la commercialista Concetta Alessandra Lapadula oltre che la qualificazione giuridica di alcune contestazioni riferite a Galiano, a Pepe Milizia e alla ex
moglie del primo, l’avvocata Federica Spina.   Nell’inchiesta sono contestate a vario titolo ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio ed estorsione. Il giudice Galiano nel corso dell’interrogatorio di garanzia aveva scelto di
avvalersi della facoltà di non rispondere. Si trova tuttora nel carcere di Melfi. Il suo avvocato, Raul Pellegrini, ha presentato a sua volta ricorso al Riesame per chiedere l’annullamento dell’ordinanza e quindi la scarcerazione.    Il procuratore di Potenza, Francesco Curcio, e il sostituto Sarah Masecchia nella richiesta di misura accolta dal gip hanno parlato di quadro probatorio “granitico” costruito sulla base
degli accertamenti della Guardia di finanza e hanno descritto un “quadro complessivo di comportamenti non solo penalmente illeciti, ma anche ostentati, arroganti, plateali specie da parte del capo e promotore del sodalizio, Galiano, un magistrato, che appaiono propri di chi per anni si è sentito intoccabile e al di sopra di ogni legge”.