Giudice di Brindisi arrestato, al via gli interrogatori a Potenza

Prima di rispondere alle domande del gip di Potenza, Lucio Setola, il giudice civile Gianmarco Galiano e il suo legale, vogliono avere un quadro completo rispetto alle contestazioni addebitate.  

Così come anche l’ex moglie interrogata stamattina che ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere dinanzi al gip di Potenza. L’avvocato Spina, ex moglie del giudice Galiano, avrebbe concorso con l’ex marito nell’incassare quote parte di risarcimenti del danno concessi dalle assicurazioni ai parenti di un bambino disabile e di una 23enne morta in un incidente stradale.

Interrogato ieri in videoconferenza dal carcere di Melfi dove è ristretto, si è avvalso della facoltà di non rispondere il giudice arrestato  la scorsa settimana a Brindisi insieme ad altre cinque persone al culmine di una inchiesta condotta dalla procura di Potenza, sulla presunta associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari.

Galiano, accusato di essere al centro di una rete di favori e di scambi – avrebbe elargito secondo gli investigatori numerosi incarichi ad amici professionisti – facendo un uso distorto della funzione giudiziaria, ha partecipato ieri pomeriggio all’interrogatorio di garanzia in modalità telematica collegato dal carcere di Melfi insieme al suo avvocato Raul Pellegrini.

Al suo, è seguito l’interrogatorio di altri due indagati ristretti in carcere, il commercialista Oreste Pepe Milizia, ritenuto braccio destro del giudice Galiano, e l’imprenditore Massimo Bianco.

Entrambi hanno scelto di rispondere alle domande del gip e hanno fornito chiarimenti sulla propria posizione. I rispettivi legali, Roberto Palmisano per Pepe Milizia, Domenico Attanasi e Sebastiano Flora per Bianco, hanno annunciato ricorso al Tribunale del Riesame.

Gli interrogatori proseguiranno mercoledì con le altre due persone ai domiciliari: la presidente dell’ordine degli ingegneri di Brindisi, Annalisa Formosi e l’avvocato Francesco Bianco.