Putignano, operazione “Enigma”: carabinieri arrestano 8 persone per estorsione e metodo mafioso

A Putignano blitz all’alba dei carabinieri che hanno arrestato 8 persone accusati di estorsione. Sarebbero tutti componenti di un più ampio gruppo criminale

Estorsione aggravata dal metodo mafioso, rapina e lesioni personali aggravate. Sono le accuse a carico di 11 persone. Otto di loro sono state arrestate dai carabinieri di Bari all’alba, nel quartiere San Pietro Piturno di Putignano. Due le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Il primo provvedimento riguarda un 21enne considerato a capo del gruppo criminale, un 33enne e un altro giovane di 22 anni. E ancora un 19enne e un 20enne, tutti, seppur giovanissimi, già noti alle forze dell’ordine. Secondo quanto accertato dagli investigatori gli indagati, avvalendosi della forza di intimidazione dovuta alla fama criminale del gruppo, avevano messo in piedi un sistema di violenza e minacce nei confronti di un imprenditore del luogo, di suo figlio, collaboratore nell’azienda, e di altri componenti della famiglia. Il gruppo chiedeva loro un pizzo mensile di 3mila euro. Nel mirino degli investigatori, il periodo compreso tra maggio e ottobre del 2020, quando, stando alle indagini, gli arrestati non avrebbero mai smesso di compiere azioni illecite e violente nei confronti delle vittime. Dai pedinamenti alle minacce verbali, fino alle aggressioni fisiche e ai danneggiamenti. Come quella volta in cui l’auto condotta dal titolare dell’azienda, con a bordo anche il figlio, fu bloccata dal gruppo per le vie di Putignano e fu presa a calci e pugni. A ottobre scorso, poi, l’ennesimo episodio con protagonista il gruppo criminale, oggetto del secondo provvedimento cautelare. A finire in manette sono due 23enni e un 21enne. Nel corso di una festa in un locale di Turi, il commando avrebbe raggiunto il figlio dell’imprenditore e, dopo averlo accerchiato, lo avrebbe colpito ripetutamente con pugni, calci, tavoli e parti di sedie. A nulla è valso l’intervento di un amico del giovane che, nel tentativo di difenderlo, è stato anche lui aggredito. E sarebbe solo la punta dell’iceberg, secondo gli investigatori, di un più ampio contesto criminale attivo nel territorio di Putignano. A capo vi era il boss Francesco Genchi, affiliato ai Capriati, la cui morte avrebbe ora scombinato gli equilibri all’interno del clan.