Bari, associazione mafiosa e voto di scambio: condannati in via definitiva 10 affiliati al clan Di Cosola

Erano imputati nel processo a seguito dell’inchiesta “Attila 2”, partita dopo le elezioni regionali del 2015

Il 2020 si è chiuso con le condanne definitive per 10 affiliati al clan Di Cosola, al culmine di un processo che li ha visti imputati, e ora colpevoli, per i reati di associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso, coercizione elettorale in concorso, a seguito dell’operazione denominata “Attila 2”. Dovranno scontare in tutto oltre 60 anni di reclusione. Così ha deciso la Corte di Cassazione, che ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dagli imputati, rendendo definitiva la sentenza della Corte d’Appello di Bari del 23 settembre del 2019. Quattro imputati, ancora liberi, sono stati arrestati dai carabinieri a seguito di un’operazione che ha visto impegnate decine di militari, tra i comuni di Bari, Noicattaro e Giovinazzo, mentre, per gli altri sei, i provvedimenti restrittivi sono stati notificati nelle carceri dove già si trovavano detenuti. Il processo era partito a seguito delle indagini condotte dai carabinieri e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo pugliese, tra il 2015 e il 2016, nei confronti del clan Di Cosola, compagine mafiosa egemone e tuttora attiva tra Bari e provincia. L’inchiesta aveva evidenziato come il clan avesse messo le mani sulle consultazioni regionali del maggio 2015, condizionandone gli esiti in tutto il suo vasto territorio di interesse. Tutto si basava su un meccanismo ben definito e basato su un patto illecito che prevedeva il pagamento di 50 euro per ogni preferenza procurata dal gruppo criminale in favore del candidato. Gli elementi raccolti avevano anche dimostrato il ricorso alla forza di intimidazione da parte degli associati nei confronti degli elettori, i quali, a fronte della promessa di 20 euro per ogni voto accordato al politico, venivano minacciati di ritorsione in caso di inadempienza. Da lì le due operazioni, Attila e a distanza di un anno Attila 2, con 30 arresti in tutto. Tra i reati contestati l’associazione mafiosa aggravata dalla disponibilità di armi da guerra e il voto di scambio politico-mafioso.