10 anni fa moriva a Matera Anna Rosa Fontana, brutalmente assassinata dal suo ex. Il ricordo della deputata Ascari

Sono passati già 10 anni da quel tragico 7 Dicembre 2010, che riesplode nei ricordi dei materani come se fosse ieri. Anna Rosa Fontana fu brutalmente uccisa a Matera dal suo ex Paolo Chieco sull’uscio della porta della sua casa.

Anna Rosa fu massacrata con 6 coltellate, da un uomo – tra virgolette – che, era chiaro, era già indirizzato verso questo gesto. Ci aveva già provato 5 anni prima – nel 2005 – quando, nello stesso luogo, l’aveva accoltellata ben 15 volte al collo, al torace e alla pancia davanti a suo figlio che all’epoca aveva 7 anni. In quell’occasione Anna Rosa si salvò miracolosamente grazie alla rapidità dei soccorsi provenienti dal – fortunatamente – vicinissimo Ospedale. Chieco finì in carcere ma con lui la giustizia fu – forse – troppo benevola. Da quel momento infatti seguirono 5 anni di molestie, minacce e denunce cadute nel nulla.

Anna Rosa, in amore, era sempre stata sfortunata, separatasi dal primo marito, stava crescendo da sola due figli, fino a quando incontrò Paolo Chieco, dal quale aveva avuto un’altra bambina. Forse per la gelosia di lui, Anna Rosa lasciò Paolo che decise che quel 13 luglio 2005, doveva farsi giustizia da solo. Per quel tentato omicidio Chieco subì una condanna a 12 anni e 6 mesi ma tra rito abbreviato e conversione in domiciliari, in carcere restò poco. Il tormento per Anna non era mai cessato, era spiata, seguita e aveva accumulato già diverse denunce nei confronti del suo carnefice che, uscito di prigione nel 2009, con la scusa di invitarla a cena, passò ancora ai fatti quando le legò una corda al collo sul ciglio del burrone della gravina minacciando di lanciarla nel vuoto.
Con la denuncia successiva, Chieco fu condannato per stalking e ricevette solo un’ordinanza restrittiva nei confronti di Anna Rosa. Una misura che, purtroppo, non fu sufficiente a salvare la donna.

“Quella di Anna Rosa – si legge in una lettera a firma Stefania Ascari, deputata e prima firmataria della Legge sul codice rosso – è la storia di una morte annunciata, di una donna che ha denunciato, ma che non ha ricevuto aiuto da parte delle istituzioni.

In questo triste giorno – continua la deputata – mi stringo nel dolore dei suoi figli, della sua mamma e di sua sorella Antonella che grazie all’associazione “Anna rosa una di noi” svolge un fondamentale ruolo di prevenzione nelle scuole”.

“Il problema dela violenza contro le donne – conclude nella lettera la deputata – è anche un problema culturale frutto di diseguaglianze e omertà, pregiudizi e incapacità di amare.
Prevenzione, formazione, ascolto e cultura devono essere le colonne portanti di questa battaglia di civiltà che non esonera nessuno e che riguarda tutti in prima persona”.