Mafia, Bari: picchiato per strada il padre di un “pentito”

L’uomo è stato portato in ospedale con lesioni al volto e al torace

A Bari, il padre di un pentito di mafia è stato accerchiato e picchiato per strada. Suo figlio era il braccio destro del boss Palermiti.

Picchiato in strada da tre uomini incappucciati. Una vera e propria spedizione punitiva ai danni del padre di un collaboratore di giustizia barese, finito in ospedale con lesioni al volto e al torace. Vittima dell’aggressione, subito segnalata alla Direzione distrettuale antimafia di Bari, il 59enne Beniamino Milella, padre di Domenico, ex uomo di spicco del clan Palermiti del quartiere Japigia. Il 59enne picchiato ha precedenti per armi e un processo pendente per associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga. Il figlio è stato per anni il braccio destro del boss Eugenio Palermiti fino a quando, nel febbraio scorso, pentendosi, ha deciso di rivelare agli inquirenti i dettagli delle attività illecite della mafia barese. Particolari importanti, che tuttora stanno portando a diversi arresti. Secondo le indagini, non è escluso che l’aggressione da parte dei tre uomini incappucciati sia legata al fatto che la vittima, il padre di Domenico Milella, abbia deciso di restare a Bari nonostante il pentimento del figlio. Sul luogo del pestaggio sono intervenuti il 118 e la polizia che sta indagando per risalire ai responsabili.

Serata movimentata anche per i carabinieri, che a Modugno, in provincia di Bari, hanno sorpreso e denunciato per furto di energia elettrica e detenzione di droga ai fini di spaccio un 34enne pregiudicato del posto. L’uomo, in pieno coprifuoco, è stato notato aggirarsi nel centro storico del paese dopo le 22. Il 34enne, in evidente stato di agitazione, ha attirato l’attenzione dei militari che lo hanno subito sottoposto a controllo e subito denunciato per la violazione del coprifuoco. Poi, i carabinieri hanno accertato che il 34enne, nonostante abitasse in tutt’altra zona, avesse a disposizione lì vicino un locale all’interno del quale i militari hanno rinvenuto non solo una dose di marijuana, ma anche tutto il necessario per confezionarla. La droga era nascosta all’interno di una nicchia ricavata nel muro e coperta da un quadro. Il locale, privo di contatore, era servito da energia elettrica mediante un allaccio abusivo realizzato direttamente sulla linea esterna. Il 34enne è stato denunciato, la droga e il locale sequestrati.