Genzano e Irsina chiedono revoca della zona rossa e la compensazione dei danni subiti dai lavoratori

 

I sindaci di Genzano e Irsina, Massimo Morea, e Viviana Cervellino hanno scritto direttamente al consiglio dei ministri per chiedere la revoca dell’ordinanza regionale che ha disposto la zona rossa nei loro comuni e ulteriori chiarimenti sui motivi che hanno portato la Regione a prendere tale iniziativa. La nota è stata indirizzata anche a Al Ministro dell’Interno Al Ministro degli Affari Regionali, Al Ministro dello Sviluppo Economico ,Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Al Ministro della Salute, Al Prefetto di Matera, Al Prefetto di Potenza , Al Presidente della Regione Basilicata, Al Presidente del Consiglio Regionale , Al Presidente della Provincia di Matera, Al Presidente della Provincia di Potenza, All’ANCI Basilicata. I sindaci hanno inoltre chiesto quali disposizioni saranno adottati per compensare i danni subiti dai lavoratori.

“Con ordinanza n.41 del 2 novembre 2020, il Presidente della Regione BASILICATA ha disposto la cosiddetta “zona rossa” per i Comuni di Genzano di Lucania (PZ) e Irsina (MT) fino al 13 novembre 2020, disponendo, tra l’altro:

  • Divieto di allontanamento dal territorio per tutti i residenti, se non per spostamenti motivati da comprovate situazioni di necessità o di urgenza ovvero per motivi di salute;
  • Divieto di ingresso per i non residenti;
  • Sospensione di tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle specificamente consentite (All. 1 DPCM 10 aprile 2020 e All. 2 DPCM 11 marzo 2020);
  • Sospensione delle attività didattiche in presenza delle scuole di ogni ordine e grado.

Con immediatezza, le due Amministrazioni Comunali colpite dal duro provvedimento, hanno formulato richiesta di chiarimenti rispetto alle attività consentite, alle modalità giustificative dell’assenza dal lavoro, alle tutele previste per le attività sospese, rilevando, altresì, la necessità di armonizzare il provvedimento regionale a quello nazionale di imminente pubblicazione.

Successivamente, in data 4/11/2020 il Capo di Gabinetto del Presidente della Regione BASILICATA ha emesso il Chiarimento n.9 del 4/11/2020 che ha, tuttavia, lasciato immutati i dubbi rappresentati dalle Amministrazioni Comunali.

A seguito dell’entrata in vigore del DPCM, le Amministrazioni Comunali hanno nuovamente sollevato tutte le problematiche già poste in precedenza, chiedendo nuovamente l’adeguamento dei provvedimenti regionali al DPCM 3 novembre 2020 e chiedendo, altresì, di procedere con immediatezza al tracciamento e successiva tamponatura di tutti i contatti stretti dei positivi.

A tutt’oggi nessun chiarimento è pervenuto dalla Regione Basilicata, né sono stati forniti i documenti tecnico-scientifici posti alla base del duro provvedimento che limita, ancora oggi, il diritto al lavoro dei cittadini.

Sul punto, si rileva innanzitutto che, ad avviso dello scrivente, l’ordinanza regionale debba ritenersi decaduta a seguito dell’entrata in vigore del citato DPCM 3 novembre 2020.

Ed in ogni caso, ferma restando la potestà normativa regionale, appare di tutta evidenza la manifesta abnormità di un provvedimento che lede i diritti del cittadino garantiti, per effetto del DPCM 3 novembre 2020, in tutte le Regioni individuate zone rosse.

In ordine alla potestà normativa regionale, sin d’ora si rappresenta la necessità assoluta di acquisire gli atti che hanno determinato l’adozione della ordinanza n. 41 del 2/11/2020 e l’ostinazione del Governo regionale a non adeguarsi, ad oggi, alle previsioni del DPCM.

Appare assolutamente abnorme, illegittimo e incomprensibile impedire gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, atteso che l’art. 3 del D.L. 19/2020 esclude che le ordinanze regionali possano incidere sulle attività produttive, essendo il settore produttivo ambito di intervento esclusivo da parte del Governo nazionale.

Alla luce di quanto sopra, pertanto, si chiede:

  1. La revoca immediata dell’ordinanza n. 41 del 2/11/2020 (Irsina – Genzano di Lucania Zone Rosse) poiché viola l’art. 3 del D.L. nr. 19 del 25 marzo 2020 che consente alle Regioni, in relazione a specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio o in una parte di esso, di introdurre misure restrittive tra quelle indicate nell’art. 1, comma 2, dello stesso Decreto Legge (conv. con L. n. 35/2020), escludendo espressamente dalle limitazioni alla circolazione delle persone gli spostamenti motivati da esigenze lavorative;
  2. In ogni caso, di dichiarare la stessa ordinanza inefficace a seguito dell’entrata in vigore del DPCM 3 novembre 2020;
  3. Di conoscere quali azioni di sostegno alle categorie di lavoratori colpite si vogliano adottare per compensare i danni subiti;
  4. Di conoscere quali nuove disposizioni si vogliano adottare per armonizzare le disposizioni regionali al DPCM del 3 novembre 2020;
  5. Di fornire gli atti e i documenti tecnico-scientifici attraverso i quali si è giunti ad individuare i Comuni di Genzano di Lucania (PZ) e Irsina (MT) zone rosse;
  6. Di chiarire, da parte della Regione Basilicata, come i lavoratori dipendenti devono giustificare le assenze dal lavoro;
  7. Di verificare eventuali interruzioni di pubblici servizi e servizi essenziali.

Si rappresenta l’assoluta urgenza di ottenere il riscontro alla presente nota, anche al fine di evitare il ricorso all’Autorità Giudiziaria”.