Osservatorio Anbi: si aggrava la carenza di acqua in Puglia e Basilicata

 

 

Puglia e Basilicata sono a secco. Con le poche piogge degli ultimi tempi, si aggrava la crisi idrica in uno dei territori in cui a primeggiare è l’agricoltura, settore che vive proprio grazie all’acqua. In Puglia, con 50,62 milioni di metri cubi, le riserve idriche della regione sono più che dimezzate rispetto al 2019, con una carenza di oltre 70 milioni di metri cubi. Stessa cosa in Basilicata, dove il deficit di acqua supera i 35 milioni di metri cubi. I dati emergono dal bollettino settimanale dell’Osservatorio Anbi sulle Risorse idriche. La situazione è migliore in altre zone d’Italia con alcune regioni anche al di sopra della media nazionale soprattutto a nord.

Un andamento così idrologicamente variegato – spiega Francesco Vincenzi, Presidente di Anbi – è la migliore testimonianza della necessità di regolarizzare le disponibilità idriche a servizio dei diversi utilizzi della risorsa acqua: da quello umano a quello agricolo, da quello energetico a quello ambientale”. Per Vincenzi, “serve un piano invasi, che aumenti la capacità di trattenere l’acqua quando arriva e di utilizzarla nei momenti di criticità. Attualmente l’Italia trattiene solo l’11% dell’acqua piovana, lasciando il resto defluire verso il mare”.

Il nostro Piano per l’efficientamento della rete idraulica del Paese – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – propone progetti definitivi ed esecutivi, cioè cantierabili, per la manutenzione straordinaria di 90 bacini a capacità limitata dall’interrimento, l’ultimazione di 16 invasi incompiuti, la realizzazione di 23 nuovi serbatoi di accumulo idrico”. “Con un investimento di poco inferiore ai 2 miliardi di euro – conclude – si attiverebbero quasi 10mila posti di lavoro nel segno del Green New Deal.”