Bitonto (Ba), 44enne accusato di aver ucciso la moglie: pena ridotta in appello

La Corte di Assise di Appello di Bari ha ridotto da 18 a 15 anni di reclusione la condanna inflitta nei confronti Mustafà Ouslati, imputato per l’omicidio volontario pluriaggravato della moglie 29enne.

Da 18 a 15 anni di reclusione. La Corte di Assise di Appello di Bari ha deciso così di ridurre la condanna nei confronti di Mustafà Ouslati, 44enne di origini tunisine, imputato per l’omicidio volontario pluriaggravato della moglie 28enne, Maria Grazia Curtone. La donna fu uccisa il 3 novembre del 2016, con dieci coltellate, al culmine di un litigio nella casa di Bitonto in cui la coppia, ospite della madre di lei, viveva insieme ai tre figli minorenni. L’uomo, stando alla ricostruzione fatta dai carabinieri coordinati dalla Procura di Bari, avrebbe colpito la donna prima alle spalle e poi con altri 9 colpi all’addome, con un coltello da 20 centimetri. Ouslati tentò il suicidio subito dopo il delitto, lanciandosi dal terzo piano dell’appartamento. La sentenza di primo grado era stata emessa al termine di un processo celebrato con rito abbreviato. I giudici dell’appello hanno condiviso la ricostruzione dei fatti, confermando la responsabilità per tutte le accuse, l’omicidio e i maltrattamenti in famiglia, confermando anche il risarcimento danni nei confronti delle costituite parti civili, ovvero la mamma, i fratelli e i figli della vittima. Hanno deciso però per la riduzione della pena. L’imputato, difeso dall’avvocato Francesco Ruggiero, è detenuto in carcere dal giorno dell’omicidio dopo l’arresto in flagranza.