Crac Fusillo: nuove misure cautelari per gli ex vertici di Banca popolare di Bari

Arresti domiciliari per Gianluca Jacobini, interdizione per il padre Marco

Crac del gruppo imprenditoriale Fusillo di Noci. 6 arresti in tutto. Nuove misure cautelari per Marco e Gianluca Jacobini, ex vertici della Banca popolare di Bari.

Non c’è pace per Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio, rispettivamente ex presidente e condirettore della Banca popolare di Bari. Il secondo è stato arrestato dalla guardia di Finanza, con concessione dei domiciliari, per concorso in bancarotta fraudolenta. Al primo le fiamme gialle hanno notificato un provvedimento di interdizione. L’inchiesta riguarda il fallimento di alcune società del gruppo imprenditoriale Fusillo di Noci, che dagli atti emerge come una vera e propria gigantesta “casa del debito”.

Sei le persone arrestate in tutto. Agli arresti domiciliari, anche gli imprenditori Giacomo Fusillo, amministratore di alcune delle società fallite, Vincenzo Elio Giacovelli, titolare della società Il Melograno Eventi, Girolamo Stabile, gestore di fondi di investimento con sedi in Lussemburgo e Gibilterra, Salvatore Leggiero, legale rappresentante e amministratore unico della Roma Trevi Srl, e Nicola Loperfido, responsabile della direzione buisness della Banca popolare di Bari, gestore degli affidamenti concessi al gruppo Fusillo. Oltre a Marco Jacobili, l’interdizione di un anno è stata notificata anche all’imprenditore di Noci Vito Fusillo, padre di Giacomo, amministratore delegato delle società Fimco e Maiora, entrambe fallite nel settembre 2019. Agli indagati sono contestati a vario titolo numerose condotte di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio.

Stando alle indagini della Guardia di Finanza e alle consulenze tecniche disposte dalla Procura di Bari, gli imprenditori, con la complicità dei vertici della Banca popolare di Bari, avrebbero dissipato i beni aziendali con cessioni di quote e immobili, per un valore complessivo di 93 milioni di euro tra il 2016 e il 2019.
Sono quattro le operazioni che, secondo le indagini, avrebbero contribuito al dissesto delle società.
Torna così di nuovo detenuto, Gianluca Jacobini, dopo più di due mesi. Lo scorso 8 luglio era stata revocata sia a lui che al padre Marco la precedente misura cautelare disposta per il crac dell’istituto di credito barese.