Foggia, prete filmato e ricattato: era accusato di violenza sessuale

Procura ha chiesto e ottenuto da Gip archiviazione. L’avvocato del presunto intermediario dell’estorsione: “Se si dovesse arrivare a processo, chiamerò a testimoniare il vescovo”

Nuovi sviluppi sulla vicenda che vede coinvolto il sacerdote di Foggia, vittima di ricatti a sfondo sessuale. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo capì di essere caduto in trappola quando, nel marzo 2018, ricevette informazioni di garanzia in cui si ipotizzava che avesse abusato sessualmente di una persona con problemi psichici, poi rivelatosi essere uno dei due presunti ricatattori.

Entrambi sono accusati dalla Procura di Foggia di una estorsione da 11.500 euro ai danni del sacerdote, per episodi risalenti a due anni fa. In base alla ricostruzione della Procura, gli indagati avrebbero prospettato al prete che il video hot che lo ritraeva in intimità con uno dei due era finito nelle mani di criminali e che per evitarne la pubblicazione bisognava pagare 20mila euro.

Negli atti dell’inchiesta è emerso che pochi giorni prima della denuncia dei presunti estorsori, il vescovo convocò il sacerdote, dopo aver ricevuto una lettera in cui il prete veniva accusato di abusi sessuali e di aver comprato il silenzio pagando 20mila euro con i fondi della Caritas. Però al momento della denuncia il sacerdote vittima del ricatto ha dimostrato che i soldi erano stati prelevati dal proprio conto e che erano stati versati in tre tranche.

Intanto, l’avvocato difensore del presunto intermediario nelle estorsioni ha dichiarato di voler citare come testimone il vescovo di Foggia, qualora si dovesse arrivare al processo in aula , mentre la Procura di Foggia ha chiesto e ottenuto dal Gip l’archiviazione delle accuse a carico del prete che, da indagato per violenza sessuale, è diventato vittima di estorsione.

Michele Mitarotondo