Truffava pensionati. A processo dipendente delle Poste

Raggirava persone anziane, spacciandosi finanche per un congiunto, con l’obiettivo di intascare migliaia di euro. Al tribunale di Potenza iniziato il processo a carico di un dipendente presso l’ufficio postale di Trivigno, finito ai domiciliari nell’ambito di una indagine della Procura.

Raggirava principalmente anziani, spacciandosi finanche per un congiunto, intascando così illecitamente somme per migliaia di euro.
Dovrà difendersi dalle accuse di truffa, circonvenzione di incapace, ricettazione, indebito utilizzo di carte di credito e pagamento, il 31enne potentino Sandor Grosso: ex dipendente presso l’ufficio postale di Trivigno nel giugno scorso finito ai domiciliari nell’ambito di una indagine della Procura e che ha portato ad un processo a suo carico iniziato presso il Tribunale del capoluogo lucano.
Dovizia di particolari sui riscontri effettuati dalla Guardia di Finanza, sono stati riportati sulla Gazzetta del Mezzogiorno edizione lucana.
Una donna affetta da demenza degenerativa, ad esempio, sarebbe stata prosciugata di oltre 97 mila euro: l’uomo, che aveva provato ad effettuare un vaglia poi bloccato, da 80 mila alla collaboratrice domestica, si sarebbe finto il nipote della truffata accompagnandola presso un istituto bancario con l’obiettivo di spostare il deposito presso l’agenzia postale di Trivigno. In molti casi sarebbe stata sufficiente una firma per compiere raggiri a danno di ignari vecchietti, magari convinti dal rapporto fiduciario o in buonafede. Tra i passaggi, i soldi venivano trasferiti, il frutto degli investimenti veniva decurtato, i prelievi venivano giustificati. Spicca un vaglia di 45mila euro quale regalo da un falso “nonno Mario”, bel gesto ad una donna, poi smascherato.
Grosso dovrà chiarire questa e altre situazioni. Intanto, gli avvocati delle parti civili hanno chiesto la citazione come responsabile anche di Poste Italiane, società in nome della quale agiva.