Operazione Narcos, tensione tra i gruppi criminali

L’operazione “Narcos” ha portato finora all’emissione di 37 ordinanze di custodia cautelare. Cresce la tensione tra i gruppi criminali che secondo la Procura fanno parte di un’organizzazione “estremamente pericolosa” e radicata sul territorio in modo capillare.

Controllo del territorio e spaccio di droga, gli elementi al centro dell’inchiesta “Narcos” condotta dall’antimafia lucana. Tra i gruppi criminali operanti a Stigliano e quelli di Scanzano ci sarebbe stata tensione. Tanto che in una delle conversazioni tra i vertici del gruppo criminale, al vaglio degli inquirenti, si fa riferimento a una “spedizione punitiva” contro uno spacciatore ritenuto vicino al gruppo di Scanzano, il clan Schettino, che il presunto boss Angelo Calvello, operante a Stigliano, stava organizzando. Azione che sarebbe stata scongiurata, riportano fonti di stampa, solo grazie all’intervento di Giuseppe Schettino, figlio dell’ex carabiniere arrestato a ottobre del 2018.

È ciò che sta emergendo dalle intercettazioni al centro dell’inchiesta “Narcos” che nei giorni scorsi ha portato all’esecuzione di 37 ordinanze di custodia cautelare a opera dei carabinieri del comando di Pisticci: 23 arresti e 14 obblighi di dimora. Un gruppo criminale nuovo “neanche molto grande, ma estremamente pericoloso”, dicono dal Palazzo di giustizia di Potenza.

La Procura distrettuale antimafia ha tracciato i contorni di un’organizzazione capillare, capace di allestire piazze di spaccio in tutta la provincia materana rifornendosi dalla vicina Puglia. Una gerarchia piramidale retta su violenze e intimidazioni, simile a quella delle grandi organizzazioni mafiose. Una rete di relazioni che, secondo le indagini, potrebbe estendersi fino alle province di Mantova, Reggio Emilia, Treviso e Milano.