Bellomo: dress code a borsiste, slitta decisione gup Bari

Ex consigliere di Stato accusato di maltrattamenti ed estorsione

Si torna a parlare del caso Bellomo: l’ex magistrato dovrà ancora attendere la decisione sul rinvio a giudizio da parte del gup. Nel corso dell’udienza preliminare, Bellomo, dopo aver parlato quasi sei ore nella scorsa udienza, ha chiesto al termine delle repliche di accusa e difesa di prendere nuovamente la parola. Il giudice ha poi rinviato per la decisione al prossimo 17 settembre. L’ex magistrato, attualmente agli arresti domiciliari, rischia un processo per maltrattamenti, estorsione, calunnia e minaccia. Nella prossima udienza il giudice deciderà anche sulla istanza di revoca dell’arresto e sulla eccezione di incompetenza territoriale presentata dalla difesa. Stando all’ipotesi accusatoria, Bellomo avrebbe commesso maltrattamenti su quattro donne, tre ex borsiste e una ricercatrice della sua Scuola di Formazione per la preparazione al concorso in magistratura “Diritto e Scienza”, alle quali avrebbe imposto anche dress code. E’ poi accusato di un episodio di estorsione ad un’altra ex corsista, per averla costretta a lasciare il lavoro in una emittente locale. I giudici del Riesame e poi della Cassazione avevano riqualificato i reati in stalking e violenza privata ma la Procura di Bari ha insistito con le accuse originarie. Bellomo risponde anche di calunnia e minaccia nei confronti dell’attuale presidente del Consiglio Giuseppe Conte, all’epoca vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa, e di Concetta Plantamura, rispettivamente ex presidente ed ex componente della commissione disciplinare chiamata a pronunciarsi su Bellomo quando, nel 2017, fu sottoposto a procedimento disciplinare, poi destituito.Per i presunti maltrattamenti, la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio anche per l’ex pm di Rovigo Davide Nalin, mentre l’avvocato barese Andrea Irno Consalvo, organizzatore dei corsi all’interno della Scuola, è accusato di false informazioni al pm per aver “taciuto quanto a sua conoscenza” sui rapporti tra Bellomo e le corsiste.