Rivolta dei detenuti nel carcere di Bari, sindacato Sappe: “Ora basta”

Coinvolti 15 detenuti, tutti appartenenti al clan Strisciuglio, uno dei gruppi mafiosi egemoni in città. La causa sarebbe il mancato ricovero in ospedale di uno di loro.

Detenuti in rivolta nel carcere di Bari. A darne notizia, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria. Coinvolti 15 detenuti, tutti appartenenti al clan Strisciuglio, uno dei gruppi mafiosi egemoni in città. Sono stati tutti identificati e riportati in cella. Le proteste sarebbero partite al secondo piano del carcere e la causa scatenante sarebbe il mancato ricovero in ospedale di uno di loro. I carcerati non avrebbero condiviso la decisione dei medici e da lì la rivolta. I rivoltosi hanno danneggiato le rispettive celle, distruggendo sedie e altri arredi e usando le brande per sfasciare serrature e cancellate. Hanno dato fuoco a carte e sparso sul pavimento acqua e olio per far scivolare il poliziotti. Tra gli agenti di polizia non ci sarebbero feriti, mentre un detenuto è caduto ferendosi a un braccio.

I danni però, secondo il sindacato Sappe, sono devastanti. Durante la rivolta, durata circa due ore, all’esterno del carcere sono arrivate pattuglie della polizia di Stato a supporto, ma non è stato necessario il loro intervento all’interno. Gli agenti della Penitenziaria con la direzione del carcere stanno redigendo una prima informativa sull’accaduto che nelle prossime ore sarà trasmessa in Procura.

Il sindacato in una nota parla di un episodio grave, di prevaricazione, arroganza e prepotenza, che – scrive – “la dice lunga del fallimento di una politica penitenziaria, con l’organico dei poliziotti ridotto al minimo”. Secondo il sindacato autonomo polizia penitenziaria, l’ultimo episodio di rivolta aveva avuto dei precedenti, quando nei giorni scorsi, un detenuto sempre della terza sezione del carcere avrebbe sferrato un pugno ad un poliziotto, senza che poi siano stati presi provvedimenti.