Borgo Mezzanone, CGIL; “é il fallimento delle politiche pubbliche”

Cgil, Pino Gesmundo: “Nei ghetti si sopravvive con condizioni non sostenibili e al limite”.

Sugli scontri che si sono verificati a Borgo Mezzanone, nel foggiano, è intervenuto anche il segretario della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, accusando le politiche pubbliche per degna accoglienza. I continui incendi delle baracche, gli scontri tra i residenti del ghetto, la messa a rischio quotidiana della salute e della sicurezza di centinaia di lavoratori e lavoratrici, sono il prodotto di una condizione di vita non sostenibile. È il fallimento di ogni azione politica e istituzionale che, anche la CGIL, ha provato a mettere in campo in questi anni. I numeri legati ai processi di emersione e regolarizzazione in agricoltura del recente decreto, così come i percorsi di contrasto al caporalato e predisposizione di servizi di accoglienza e trasporto da attuare con i nodi provinciali della Rete del Lavoro agricolo di qualità, ci dicono di misure inidoneo e purtroppo di una ancora scarsa cultura della legalità diffusa tra le imprese, che preferiscono competere non sulla qualità ma comprimendo diritti e salari e ricorrendo a intermediazioni illecite. Le inchieste della magistratura soprattutto in Capitanata ci dicono che quel sistema è ancora radicato. Il sindacato ribadisce che stanno parlando di lavoratori che contribuiscono alla ricchezza del settore primario in Puglia, che magari sono residenti da anni in Italia e solo leggi restrittive nate sull’onda di uno strisciante populismo, hanno tolto loro diritti e possibilità di rivendicarli.