Scandalo Pasquaretta, tra i rinviati a giudizio anche alcuni dirigenti del Consorzio di bonifica della Basilicata

Tra le persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio per la presunta estorsione ai danni della sindaca di Torino, Chiara Appendino, orchestrata dal suo ex portavoce Luca Pasquaretta, ci sono anche Antonella Maria Corrado (responsabile ufficio affari generali del Consorzio di bonifica della Basilicata) e Loredana Pellegrini (capo sezione del servizio direzione generale del Consorzio di bonifica della Basilicata) oltre che Francesco Capra (titolare della M&M Global Service), Mario Montalcini (vicepresidente della Fondazione per il libro di Torino), Giuseppe Ferrari (segretario generale), l’imprenditore Divier Togni.

Pasquaretta, che nel 2018 ha assunto l’incarico di responsabile dell’ufficio della comunicazione
istituzionale del Consorzio di bonifica della Basilicata, secondo l’accusa avrebbe minacciato rivelazioni all’autorità giudiziaria per ottenere altri incarichi lavorativi. E la sindaca Appendino è indicata come persona offesa insieme al viceministro
dell’economia Laura Castelli. L’episodio rientra in un’inchiesta più vasta, terminata con la composizione di nove capi d’accusa a carico (a vario titolo) di otto indagati.

L’udienza preliminare si aprirà il 19 ottobre. Gli episodi contestati ai rinviati a giudizio sono diversi e, a seconda delle singole condotte, sono state mosse accuse di corruzione, peculato, traffico di influenze illecite, turbativa d’asta.

In particolare  per Pasquaretta e per Musacchio, commissario straordinario del Consorzio, si aggiunge la corruzione: l’ex portavoce della sindaca, sempre secondo il pm, in cambio del lavoro avrebbe messo a disposizione le sue “relazioni politiche consolidate” per organizzare incontri con esponenti politici, di governo, funzionari ministeriali e del Comune di Torino utili alle esigenze di Musacchio.

 

(foto di repertorio)