Tifo violento. Basilicata, arresti e obblighi dimora

Nuovi sviluppi dell’indagine sulla morte di Fabio Tucciriello, di 39 anni, tifoso della Vultur Rionero morto dopo essere stato investito dall’auto guidata da un tifoso del Melfi, il 19 gennaio scorso, a Vaglio di Basilicata (Potenza). E’ scattata all’alba la vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza, per l’esecuzione di 16 misure cautelari nei confronti di tifosi coinvolti nell’aggressione . Quattro le persone finite ai domiciliari e 12 con obbligo di dimora. Nell’immediatezza dei fatti la Digos arrestò 26 persone.

Successivamente-fa sapere in una nota il procuratore capo di Potenza Francesco Curcio- si è sviluppata una complessa attività di indagine con la raccolta di campioni biologici, prove digitali e analisi dei telefoni cellulari sequestrati, intercettazioni telefoniche e monitoraggio dei siti informatici. Ciò ha consentito di individuare altri soggetti coinvolti nell’aggressione ai tifosi del Melfi e di accertare, a livello di gravità giudiziaria, la premeditazione dell’azione, che nelle intenzioni degli autori doveva avere la finalità di una vera e propria imboscata. Ciò innanzitutto-sottolinea la Procura- per la scelta del luogo dove avvennero gli scontri: la stazione di Vaglio Basilicata, che si trovava lungo il percorso che necessariamente avrebbero dovuto fare le due tifoserie ed era soprattutto idonea per un’azione a sorpresa e per la successiva fuga.

In secondo luogo, per essersi travisati ancora prima dell’arrivo delle auto della tifoseria “nemica” . Infine, nelle chat di gruppo dei tifosi sotto indagine, sono emerse espressioni del tipo: “andiamo a fare Nassirya” Un riferimento, per gli inquirenti, che oltre ad essere indice di odio e di intendimenti violenti è un chiaro segno di premeditazione di un’azione organizzata con stile para-militare.