Morte Nicastro. Indagine coinvolge Azienda Sanitaria Locale di Potenza

Documenti e copie di supporti informatici per chiarire eventuali ritardi e omissioni che hanno portato alla morte del blogger potentino Antonio Nicastro, scomparso il 2 aprile scorso a causa del Covid-19. E’ quanto raccolto dai carabinieri presso l’Azienda Sanitaria Locale di Potenza

 

La notizia emerge dall’edizione lucana della Gazzetta del Mezzogiorno. Su disposizione del procuratore Capo di Potenza Francesco Curcio e dell’aggiunto Maurizio Cardea, notificati avvisi di garanzia al direttore sanitario, Luigi D’Angola, al direttore dell’Ufficio Igiene Pubblica Michele De Lisa e al medico dell’unità Nicola Manno con perquisizioni domiciliari oltre agli uffici di via Torraca e via della Tecnica. Lunedì previsti gli interrogatori.

 

Da quanto si è appreso, all’interno degli archivi digitali dell’ASP, spunterebbe un tampone effettuato dopo la prima richiesta avanzata dalla famiglia di Nicastro, in data 6 marzo, e dal risultato positivo. Stesso esito di un secondo tampone eseguito a distanza di quindici giorni.

 

Notizia, che se confermata, darebbe nuovi elementi all’accertamento della verità. Il figlio, Valerio, aveva denunciato pubblicamente l’accaduto durante la fase di piena emergenza coronavirus: il blogger, infatti, accusò i primi sintomi il 5 marzo senza ricevere risposte fino al giorno 20.

 

Si tratta di un filone dell’inchiesta, l’altro starebbe procedendo per appurare la presa in carico da parte del sistema sanitario regionale. L’uomo, alcuni alcuni prima del ricovero, avvenuto il 22 marzo, si era già recato presso il pronto soccorso dell’Ospedale San Carlo ma rimandato a casa. Sul suo caso – lo ricordiamo – venne aperta anche una indagine interna della Regione Basilicata, voluta dal governatore Bardi. Alla Procura il compito di verificare quanto acquisito riguardo al periodo tra il contagio al virus con quarantena domiciliare e le cure prestate.