Droga, 6 arresti dei carabinieri della Compagnia di Monopoli nell’operazione “Eclissi”

I carabinieri hanno recuperato armi, droga, e 120mila euro oltre ad un deposito di auto rubate

E’ stata denominata “Eclissi” la vasta operazione che la scorsa notte ha portato i Carabinieri della Compagnia di Monopoli ad eseguire un’ordinanza di custodia cautelare a carico di sei persone (cinque in carcere e una agli arresti domiciliari).

L’ordinanza è stata eseguita da 50 militari, coadiuvati dal Nucleo Cinofili e dallo Squadrone eliportato Cacciatori Puglia, nei territori di Castellana Grotte, Trani ed in provincia di Livorno. L’indagine, coordinata dalla Procura di Bari, ha consentito di disarticolare un presunto sodalizio dedito al traffico di stupefacenti, operante nel comune di Castellana Grotte, che farebbe capo alla famiglia “Pirrelli”.

Le accuse sono di associazione armata finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi da fuoco e munizioni, ricettazione e resistenza.

Durante le attività investigative, i Carabinieri hanno arrestato in flagranza 2 soggetti, sequestrato armi, munizioni, 465 gr. di cocaina, 120 mila euro. E’ stato rinvenuto un deposito di auto rubate. L’operazione è il risultato di un’indagine che sarebbe stata avviata nel 2018 dalla Stazione Carabinieri di Castellana Grotte, sviluppata mediante attività tecniche (intercettazioni telefoniche, ambientali e telecamere) e dinamiche (servizi di pedinamento, perquisizioni e sequestri), che hanno consentito di documentare l’operatività di un’associazione criminale che gestiva la piazza di spaccio di Castellana Grotte, mediante l’acquisto di ingenti partite di cocaina che venivano immesse sul mercato al prezzo fisso di 80 euro a dose.

Capo del sodalizio sarebbe stato Franco Pirrelli che aveva il compito di stabilire l’ammontare degli stipendi e individuare le basi operative del gruppo dove sono state rinvenute armi, droga e denaro, continuando ad esercitare la sua leadership anche nei periodi di carcerazione tramite ordini che sarebbero stati veicolati ai familiari.

Fra di essi spicca anche la figura della moglie che sarebbe diventata“sua portavoce” con l’incarico di risolvere problematiche gestionali fra i sodali. Fra i traffici illeciti del gruppo rientrava quello della ricettazione di autoveicoli rubati: nel corso delle attività i militari hanno infatti scoperto un deposito nel quale erano occultati targhe di auto e componenti meccaniche di varie marche.