Blitz dei carabinieri: smantellata una banda dedita al traffico di droga di Mola di Bari. Undici arresti

Si tratta dell’operazione “Stain”, cioè “macchia”, avviata nel 2018 nei confronti della famiglia Macchia. Sequestrati dai Carabinieri 27 kg di hashish, 750 grammi di cocaina e 12.00 euro in contanti

11 persone arrestate (9 delle quali finiscono in carcere, 2 agli arresti domiciliari) e 50 militari dispiegati tra Mola di Bari, Noicattaro, Putignano e Conversano. Sono i numeri dell’operazione denominata “stain”, traduzione in inglese di “macchia”avviata dai carabinieri di Mola di Bari, nel 2018, nei confronti della famiglia Macchia.

Intercettazioni telefoniche, ambientali e telecamere; pedinamenti, perquisizioni e sequestri, sono stati eseguiti in questi due anni nei confronti del gruppo criminale guidato dal 49 enne Lorenzo Macchia e che, oltre aver fatto scattare gli 11 arresti, ha permesso sequestrate 27 Kg di hashish,750 grammi di cocaina, 12.000 euro in contanti.

Una struttura ben rigida quella della banda e con una struttura piramidale: ognuno aveva il suo ruolo all’interno del progetto criminoso dove al vertice vi era Lorenzo Macchia, capo indiscusso del sodalizio. I suoi fedelissimi erano rappresentati dai componenti del nucleo familiare, ovvero i figli, che svolgevano la funzione di cassieri dei proventi, mentre la moglie interveniva per risolvere problematiche gestionali dell’associazione.

L’organizzazione a sua volta faceva riferimento a due canali di approvvigionamento: a Putignano con Marco Pesce e a Noicattaro con Nicola Marinelli. Entrambi gli uomini era in grado di garantire un regolare flusso di stupefacente necessario a soddisfare la clientela. La base logistica dello smistamento della droga è stata individuata nella casa di Lorenzo Macchia, a Mola di Bari, trasformata in un vero e proprio market della droga, all’interno della quale veniva tagliata la stessa e gli acquirenti potevano scegliere direttamente cosa acquistare.

Tra le strade e le piazze, invece, lo spaccio veniva gestito attraverso delle vedette che comunicavano attraverso un dispositivo laser il via libera degli acquirenti i quali erano costretti a tenere in bocca l’involucro di droga e ingoiarlo in caso di fermo. La vendita avveniva così, sotto minaccia: i clienti erano costretti a eseguire gli ordini imposti dalla banda, per non rischiare la loro vita.