Banca Popolare di Bari: Tribunale reintegra dirigente che denunciò Jacobini

Secondo le indagini, l’ex dirigente sarebbe stato vittima di maltrattamenti ed estorsione

 

Quel licenziamento non ha valore. Così, il giudice del Lavoro del Tribunale di Bari ha reintegrato l’ex dirigente della Banca Popolare di Bari, Luca Sabetta, le cui denunce e accuse diedero il via alle indagini sugli ex amministratori dell’istituto di credito. Compresi ex presidente ed ex condirettore, Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio, arrestati per falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza.

 

Il giudice ha accolto in toto il ricorso di Sabetta nei confronti della Banca, dichiarando nullo il suo licenziamento del gennaio 2016. Sabetta aveva la qualifica di direttore centrale e adesso può tornare a lavoro. Il Tribunale ha anche condannato la Banca Popolare di Bari a corrispondere a Sabetta quanto dovuto dalla data del licenziamento. Stando alle indagini, l’ex dirigente sarebbe stato vittima di maltrattamenti ed estorsione, reati per i quali gli ex amministratori sono indagati.

 

Il giudice, affermano i difensori, “ha accertato che il dottor Sabetta, era stato licenziato” sulla base di “una motivazione non sostenibile e dunque pretestuosa”, al termine “di una strategia di condotta volta a demansionare e ad emarginare il ricorrente” e ad “estrometterlo con motivazioni pretestuose non appena egli si è posto in esplicito contrasto con la Società”. “L’ordinanza – rilevano i legali – pone fine ad una lunga accesa battaglia giudiziaria. per accertare lo svolgimento dei fatti. Sono stati, peraltro, esaminati numerosi testimoni, fra i quali anche l’ex amministratore delegato della Banca Popolare di Bari, Vincenzo De Bustis, co-indagato nell’inchiesta penale.