Morì folgorato al primo giorno di lavoro, fissato processo per la morte di un operaio tarantino

Secondo l’accusa, il lavoratore non aveva alcun attestato di formazione specifica in materia di sicurezza sul lavoro e non vi erano evidenze circa l’avvio ai relativi corsi

 

Aveva 37 anni Donato Maggi, l’operaio originario di Carosino (Taranto), rimasto folgorato il 7 agosto 2018 nel cementificio di Fanna, nel Pordenonese, della Buzzi Unicem. Sarà un processo a fare luce sull’incidente costatogli la vita.

 

Il gip del tribunale di Pordenone, Rodolfo Piccin, ha rinviato a giudizio Aldo Bertoia, 51 anni, di Latisana (Ud), titolare della Friul Montaggi, la ditta per la quale la vittima aveva appena iniziato a lavorare, e Dionisio Trevisan, 69 anni, di Precenicco (Udine), dirigente e responsabile del cantiere, e la stessa azienda per la responsabilità amministrativa.

 

I familiari dell’operaio si sono costituiti parte civile. Il processo inizierà il 17 novembre prossimo dinanzi al giudice monocratico di Pordenone. Gli avvocati della famiglia della vittima riferiscono che le difese degli imputati avevano chiesto il patteggiamento per Trevisan, il non luogo a procedere per Bertoia e la sospensione del procedimento per l’azienda per darle modo di adeguarsi alle disposizioni della legge 231. Il pubblico ministero, titolare del fascicolo per omicidio colposo, con l’aggravante di essere stato commesso in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, non ha però acconsentito al patteggiamento.

 

Maggi, sposato da 5 mesi, si era stabilito a Ragogna (Ud) ed era stato assunto con contratto a tempo determinato (dal 7 agosto all’1 settembre) dall’agenzia interinale Tempi Moderni, con la qualifica di operaio e per la mansione di manutenzione impiantistica: era al suo primo giorno lavorativo per la nuova impresa. Secondo l’accusa, il lavoratore non aveva alcun attestato di formazione specifica in materia di sicurezza sul lavoro e non vi erano evidenze circa l’avvio ai relativi corsi.