Andria, sventato dai carabinieri progetto di vendetta: 4 arresti

I destinatari delle misure sono tutti ritenuti colpevoli di aver detenuto armi anche da guerra, che avrebbero dovuto essere utilizzate in un futuro progetto armato di vendetta

 

Un altro duro colpo assestato dai Carabinieri alla criminalità organizzata andriese in un momento di calma apparente che piega uno dei Clan familiari più forti, ancora ben attivo sotto tutti i profili criminali. È scattata nelle scorse ore ad Andria e Taranto, l’esecuzione di 4 ordinanze di custodia cautelare (di cui 2 in carcere e 2 agli arresti domiciliari) emesse dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari a seguito delle indagini relative agli efferati omicidi della scorsa estate di Vito Griner e Vito Capogna. I destinatari delle misure sono tutti ritenuti colpevoli, in concorso tra loro, di aver detenuto armi anche da guerra, che avrebbero dovuto essere utilizzate in un futuro progetto armato di vendetta.

 

L’operazione segue il filo dei precedenti arresti operati a carico dei fratelli Capogna che, dopo l’uccisione del padre Vito, si stavano organizzando per una nuova azione di fuoco. In particolare dalle indagini è emerso il piano di vendetta che l’intero nucleo familiare stava elaborando e che neanche l’arresto dei due aveva bloccato. Dall’inchiesta emerge la figura di Cristina Capogna che assume le redini della situazione familiare, forte anche della sua apparente estraneità a tutti i fatti occorsi ai fratelli, proponendosi di “sistemare” personalmente la faccenda con un’azione di fuoco contro i cosiddetti anziani dai capelli bianchi, per bilanciare l’uccisione di Vito Capogna. E’ in questa sfera che si inseriscono le altre tre figure: Salamini, D’avanzo e Santovito. Il primo reclutato direttamente da Pietro Capogna in qualità di killer, ma mai intervenuto grazie a numerose azioni interdittive dei militari, il secondo ed il terzo pedine di supporto al progetto criminoso che fornivano copertura armata alla “famiglia” in città.