Foggia, roghi in campagna: per Coldiretti c’è la mano della criminalità

Secondo Coldiretti Puglia, gli incendi sono il metodo per intimidire e imporre i prezzi alla filiera

 

Ci sarebbe la criminalità organizzata dietro le decine di roghi che continuano a distruggere ettari di grano nel Foggiano. È la denuncia di Coldiretti Puglia, secondo cui gli incendi notturni avvengono proprio nei giorni in cui la Prefettura ha insediato il tavolo permanente sui reati nelle campagne. “Con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione, come gli incendi notturni di campi di grano – sottolinea il delegato confederale di Coldiretti Foggia, Pietro Piccioni – le agromafie impongono agli esercenti i percorsi per il ritiro della paglia, i prezzi dei prodotti agricoli e la vendita di determinate produzioni”.

 

Produzioni che, approfittando della crisi economica, riescono a rilevare direttamente, grazie a capitali ottenuti da altre attività criminose. Secondo le stime di Coldiretti, la Puglia è al terzo posto in Italia per il fenomeno delle agromafie, con un tasso di infiltrazione criminale pari all’1,3%. E negli ultimi anni ne è aumentata l’intensità. Il problema principale, denuncia Coldiretti, è che la criminalità non si appropria solo di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, ma compromette in modo grave la qualità dei prodotti con l’effetto indiretto di minare nel profondo l’immagine del Made in Italy.