Trinitapoli, proseguono serrate le indagini sull’omicidio Lafranceschina

Eseguiti i controlli dello stub su otto pregiudicati

 

Un ritorno alla strategia di tensione dopo alcuni mesi di relativa pace, anche dovuta a diverse operazioni delle Forze dell’Ordine. L’omicidio a sangue freddo di Giuseppe Lafranceschina, ucciso nelle scorse ore alla periferia di Trinitapoli riaccende l’attenzione su uno dei conflitti di mafia più efferati degli ultimi anni. Un modus operandi tipico della criminalità organizzata, con tre colpi di pistola in faccia e al torace, che sembra una vera e propria firma.

 

L’uomo era cugino di Giuseppe Gallone, presunto boss del clan Carbone-Gallone contrapposto da sempre ai Miccoli-De Rosa e ai Valeri-Visaggio in uno scambio di attentati e scontri a fuoco che va avanti ormai dal 2003. Secondo le evidenze delle primeo ore di indagine, Lafranceschina era appena uscito di casa e, in sella alla sua bici elettrica, è stato affiancato da un’auto con a bordo tre o quattro sicari, molto probabilmente incappucciati. Sul terreno non sono stati trovati bossoli.

 

Le indagini sono affidate alla DdA di Bari, che sta procedendo a rintracciare tutti i possibili esecutori materiali dell’omicidio. Per questo sono stati compiuti 8 esami dello stub, che attraverso un tampone adesivo può rilevare tracce sulle mani di chi ha da poco utilizzato un’arma da fuoco, ad altrettanti pregiudicati di Trinitapoli, molti del clan Miccoli-De Rosa, mentre i Carabinieri del Reparto Operativo di Foggia hanno effettuato diverse perquisizioni nelle abitazioni dei possibili sospettati. Resta la preoccupazione per un omicidio avvenuto, una volta ancora, in pieno giorno e nel bel mezzo di un centro abitato.