Mafia: pm, imposta guardiania riprese film Rubini a Taranto

La “forza intimidatrice” della presunta associazione mafiosa capeggiata dai fratelli tarantini Antonio e Cataldo Sambito, smantellata da una operazione della Dda di Lecce che ha portato oggi all’esecuzione di 11 misure cautelari notificate dalla Guardia di finanza di Taranto, secondo gli inquirenti è testimoniata anche dall’aver indotto la casa cinematografica Fandango di Roma a rivolgersi al sodalizio
per ottenere il servizio di guardiania a mezzi e attrezzature durante le riprese del film “Il grande spirito” per la regia di Sergio Rubini con attori protagonisti lo stesso Rubini e Rocco
Papaleo.

La casa di produzione avrebbe chiesto e ottenuto, “tramite un proprio rappresentante esterno, il contatto telefonico – è detto nell’ordinanza di custodia cautelare – di Sambito Antonio (in
quanto riconosciuto essere il referente della criminalità organizzata per il quartiere Tamburi), al quale venivano avanzate tutte le richieste necessarie per la realizzazione del film: guardiania delle attrezzature di proprietà della casa di produzione, messa a disposizione di aree comunali ove
effettuare le riprese, aree di parcheggio dei mezzi aziendali, l’interlocuzione con i proprietari e/o amministratori di condomini degli edifici interessati alle riprese televisive”.

Il clan, in cambio “sia di denaro che di un controllo monopolistico del reclutamento delle comparse”, garantiva “la
piena realizzazione di quanto richiesto”, tra cui, si aggiunge nell’ordinanza, “la piena acquiescenza dei proprietari degli edifici sui cui lastrici solari dovevano essere svolte le riprese, assicurate anche mediante l’uso della minaccia”. In tal modo veniva assicurata, spiega ancora il gip, “la pacifica interlocuzione con altre famiglie criminali, esponenti di spicco di diversa area territoriale, per le riprese da effettuare in una zona diversa dal quartiere Tamburi; e la perimetrazione (abusiva per non essere stato emesso alcun provvedimento dal parte del comune di Taranto), mediante l’utilizzo di transenne, di ampie aree comunali ove venivano allocati i mezzi della produzione ovvero le attrezzature per l’allestimento del set
cinematografico”. (ANSA).