Criminalità nel settore agroalimentare: Coldiretti denuncia l’investimento della malavita

Coldiretti Puglia denuncia gli investimenti della malavita nel corso della Conferenza Regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza

 

Un danno che vale 300 milioni, quello delle agromafie e che riguarda diversi settori e ambiti: dai mercati ai supermercati, dai trasporti ai ristoranti, dall’agricoltura all’allevamento, dalla carne alla frutta fino al caffè alle corse dei cavalli. Il dato è stato denunciato dalla Coldiretti Puglia alla Conferenza Regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza, convocata dal Prefetto di Bari Antonia Bellomo. L’agroalimentare è divenuto una delle aree prioritarie di investimento della malavita che ne comprende la strategicità in tempo di crisi perché consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la via quotidiana della persone.

 

Masserie, pozzi e strutture letteralmente depredate, chilometri e chilometri di fili di rame, letteralmente volatilizzati lasciano le imprese senza energia elettrica e possibilità di proseguire nelle quotidiane attività imprenditoriali, furti di prodotti in campo e delle piantine resistenti a Xylella appena messe a dimora, taglio di ceppi di uva da vino Primitivo, di uva da tavola e tiranti di tendoni, sabotaggi di cantine, taglio e furti di ulivi secolari, sono solo alcuni degli atti criminosi a danno degli agricoltori.

 

La criminalità organizzata e la mafia, approfittando della crisi economica, penetrano in modo massiccio e capillare nell’economia legale ricattando con l’usura o acquisendo direttamente o indirettamente strutture economiche.