Inchiesta consorzi di bonifica, opposizioni all’attacco: “Emiliano pensi alla questione morale”

Fratelli d’Italia e Movimento Cinque Stelle dopo l’interdizione di Borzillo: “Ombre sui fedelissimi del presidente della Regione”

Un terremoto che rischia di mettere in difficoltà in primis proprio il governatore Emiliano, che ha voluto quegli uomini adesso sotto inchiesta alla guida di strutture regionali. Dopo i provedimenti che hanno coinvolto il commissario del Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia, Alfredo Borzillo, e il direttore di InnovaPuglia, Alessandro Di Bello, le opposizioni in Consiglio regionale vanno all’attacco. “Speriamo che si faccia in fretta e che emerga al più presto la verità dei fatti, non solo quella giudiziaria”, dicono i consiglieri di Fratelli d’Italia. “Ma i risvolti politico-amministrativi ci interessano. E ultimamente sono diversi i riflettori che si accendono su quella che appare complessivamente una malsana gestione riconducibile all’Amministrazione regionale. Pensiamo all’inchiesta della Procura di Foggia su presunti appalti truccati, alle procedure illegali per le assunzioni alla Sanitaservice di Taranto, tutta l’attività irregolare ed illegittima del commissario dell’Agenzia del Lavoro Massimo Cassano, ma anche a tutte le operazioni politiche di acquisizione di consenso in cambio di questa o quella poltrona, ‘uccelli migratori’ che hanno affollato il cielo di questa legislatura”. Sulla stessa linea i consiglieri del Movimento Cinque Stelle: “Emiliano continuerà a girare la testa dall’altra parte? O finalmente chiederà scusa, visto che all’epoca gli avevamo chiesto spiegazioni su quanto sta emergendo oggi e sull’opportunità di proseguire il rapporto con Borzillo? Una non risposta che si va ad aggiungere al lungo elenco dei silenzi di Emiliano quando deve difendere i suoi pupilli. Purtroppo ancora una volta per la sua superficialità a pagare sono i pugliesi. Ora ci aspettiamo le dimissioni di tutti i coinvolti in questa indagine, in modo da poter fare piena chiarezza su tutti gli episodi contestati. Le nomine vanno fatte in base ai meriti come previsto anche dalla nostra proposta di legge, per lungo tempo affossata da maggioranza e opposizione e passata solo qualche mese fa in II Commissione. I danni fatti in questa legislatura sono stati incalcolabili a causa di nomine legate solo a poltrone da spartire”.