Ville abusive ma reati prescritti: Consulta valuti confisca

Corte Appello Bari solleva questione legittimità costituzionale

Sarà la Corte Costituzionale a stabilire se è legittima la confisca delle 123 villette abusive costruite nella zona artigianale di Giovinazzo, considerato che i reati sono prescritti. Lo hanno deciso i giudici della Corte di Appello di Bari sollevando la questione di legittimità costituzionale nell’ambito del procedimento penale in corso nei confronti di 143 imputati, tra cui funzionari del Comune, tutti accusati di lottizzazione abusiva e già condannati in primo grado a pene comprese fra i 18 e i 2 mesi di arresto. Le indagini, partite nel 2005 in contemporanea con l’avvio dei lavori di costruzione, accertarono che granito, pietra di Trani, parquet e lussuosi balconcini costituivano i prospetti delle villette, del valore di circa 50 milioni di euro, realizzate abusivamente laddove avrebbero dovuto realizzare aziende. All’esito del processo di primo grado il Tribunale di Bari, nel 2015, ne aveva disposto la confisca. “La Corte ritiene – si legge nel provvedimento – che non meriti la sanzione della confisca l’anello debole e finale del meccanismo, rappresentato dai proprietari che, per una negligenza non scusabile sul piano giuridico ma comunque limitata, subirebbero un danno enorme dalla perdita della proprietà acquistata con grandi sacrifici familiari e vedrebbero destinata la proprietà lottizzata, per giunta, proprio al Comune, i cui principali esponenti sono stati i protagonisti negativi della creazione della situazione fondatamente riscontrata dagli inquirenti”, cioè coloro che hanno rilasciato i permessi illegittimi.

Nel processo, infatti, sono imputati anche costruttori, progettisti, direttori dei lavori e funzionari del Comune di Giovinazzo. Una “lunga catena di responsabilità” nella quale risulta “sproporzionata” e “inutilmente vessatoria ed eccessivamente gravosa la misura della confisca”. Alla Consulta, quindi, la Corte di Appello di Bari chiede di valutare la incostituzionalità dell’articolo del testo unico sull’edilizia che “non consente l’applicazione di una sanzione meno grave, come quella dell’obbligo di procedere all’adeguamento parziale delle opere eseguite per renderle integralmente conformi alle legittime prescrizioni della pianificazione urbanistica generale, nei confronti dei soggetti rimproverabili per aver tenuto solo una lieve condotta colposa con riguardo alla lottizzazione abusiva”.