Contrabbando sigarette su nave della Marina: delle 6 misure cautelari, 5 sono per militari

Avrebbero organizzato il trasporto dal porto di Tripoli a quello di Brindisi di 774 chili di tabacco lavorato estero e di un farmaco per la cura delle disfunzioni erettili

 

Sono coinvolti anche 5 militari della Marina italiana in una indagine della Procura di Brindisi. Sono accusati di contrabbando di sigarette e di un farmaco che serve a curare disfunzioni erettili. E ancora di imbarco arbitrario di merci di contrabbando su una nave militare, dipeculato d’uso, di istigazione alla corruzione e di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. E, non ultimo, di falso.

 

Sei le persone sottoposte a misure cautelari: uno in carcere, quattro ai domiciliari, uno con obbligo di dimora. L’unico arrestato portato in carcere è Marco Corbisiero, di Torino, ex ufficiale tecnico della Marina. Tra le altre cose, avrebbe anche cercato di comprare il silenzio di altri colleghi, al fine di evitare una denuncia.

 

L’indagine parte da un controllo sulla nave Caprera, arrivata nel porto di Brindisi da Tripoli il 15 luglio 2018. La nave era stata ceduta dall’Italia alla Libia nell’ambito dell’operazione ‘Mare sicuro‘. La guardia di finanza e la capitaneria di porto hanno svolto tutte le verifiche. Secondo le accuse, gli indagati a vario titolo avrebbero organizzato il trasporto dal porto di Tripoli a quello di Brindisi di 774 chili di tabacco lavorato estero e del farmaco. Merce che dopo lo sbarco sulla banchina Garibaldi, sarebbe stata venduta ad altri militari della Marina tarantini e a persone estranee. Gli arrestati ai domiciliari sono Mohamed Abulad di Tripoli, Roberto Castiglione di Taranto, Antonio Filogamo di Villaricca, in provincia di Napoli, Antonio Mosca di Mesagne, in provincia di Brindisi. Per Mario Ortelli di Napoli, è stato disposto l’obbligo di dimora.