Bari, giornali gratis online: scoperta sede Telegram a Dubai ma ignoti gli autori dei reati

Il titolare del canale e gli iscritti non sono identificabili, non è possibile inoltre identificare il soggetto che ha inserito i contenuti digitali nel canale

 

“L’applicazione Telegram risulta sviluppata dalla Telegram LLC con sede in Dubai, società nota per proteggere i dati e la privacy degli utenti” e, per questo, “allo stato attuale non sono identificabili gli amministratori dei singoli canali”. Lo spiegano gli inquirenti della Procura di Bari nel provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza disposto nell’ambito dell’inchiesta sulla pirateria digitale di migliaia di copie di giornali, riviste e libri attraverso 19 canali Telegram, ora oscurati.

 

“I riscontri finalizzati all’identificazione del soggetto titolare del canale, al quale ricondurre la responsabilità – si legge ancora nel provvedimento di sequestro – hanno dato esito negativo, in quanto sia il titolare del canale che gli iscritti non sono identificabili. Né tantomeno è stato possibile identificare il soggetto che ha inserito i contenuti digitali nel canale”. Inoltre “non vi sono elementi – aggiunge la Procura – per poter affermare che i rappresentanti legali di Telegram siano consapevoli dei contenuti illeciti dei canali indicati”.

 

I responsabili si sarebbero introdotti nei sistemi informatici di numerose società editrici di riviste, giornali e libri protetti da misure di sicurezza, sottraendo migliaia di file in formato PDF. L’iniziativa parte dalla denuncia della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) presentata lo scorso 10 aprile all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) che a sua volta aveva Richiesto e auspicato l’intervento dell’Autorità giudiziaria, per una più incisiva ed auspicabilmente definitiva azione di contrasto al fenomeno della pirateria digitale, alquanto diffuso segnatamente sui social media.