Popolare di Bari, il tribunale del Riesame: “Gli Jacobini erano gli orchestratori degli affari illeciti”

Il “gruppo Jacobini” e, in particolare Marco e Gianluca, padre e figlio, rispettivamente ex presidente e vice direttore della Banca popolare di Bari, era “il deus ex machina, l’orchestratore di tutte le varie manovre economiche, secondo le motivazioni della sentenza del Tribunale del Riesame di Bari che lo scorso 20 febbraio ha rigettato la richiesta di revoca degli arresti domiciliari per i due.

 

 

Marco e Gianluca Jacobini sono stati arrestati il 31 gennaio dalla Guardia di Finanza per i reati di falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza nell’ambito dell’indagine della Procura di Bari sulla gestione dell’istituto di credito barese, commissariato il 13 dicembre 2019. I giudici evidenziano la “elevata gravità dei fatti” di “indubbio allarme sociale” per “l’entità del danno patrimoniale arrecato all’economia italiana (900 milioni di euro sottratti agli investimenti meridionali e a circa 70mila creditori e risparmiatori.

 

 

Per entrambi gli indagati il Riesame parla di “sistematica reiterazione delle condotte illecite mediante il regolare ricorso alla manipolazione e falsificazione dei dati contabili e patrimoniali“, in grado, anche dopo la formale uscita dalla banca, di “fare affidamento su di una serie di soggetti fedeli“, “evidentemente da utilizzare per riprendere o meglio per proseguire il controllo della banca”.

 

 

Per i giudici c’è anche il rischio che gli indagati “se lasciati in libertà”, esercitino “pressioni” su testimoni che devono ancora essere sentiti dagli inquirenti, per la loro “indubbia capacità persuasiva e convincente”. Parlano, ancora, di “disinvoltura delinquenziale“, “spregiudicatezza nella gestione degli affari” e “indifferenza e noncuranza nei riguardi delle regole di diritto”.

 

 

Tra gli oggetti sequestrati a Jacobini ci sarebbe anche un’agendina nera del 2019 con appuntamenti con esponenti della Banca d’Italia e imprenditori e all’interno post-it con appunti manoscritti a matita relativi a paradisi fiscali, ovvero Malta e Lussemburgo. Inoltre nelle motivazioni della sentenza viene riportato che Gianluca Jacobini, nelle settimane precedenti l’arresto, stava valutando “un eventuale trasferimento a Londra con la famiglia“, motivo in più per il Tribunale del riesame per confermare gli arresti domiciliari.