Mafia: tentarono uccidere boss di Vieste (FG), condannati 2 cugini

Sono stati condannati a 14 anni e 6 mesi di reclusione Claudio e Giovanni Iannoli i due cugini pregiudicati di Vieste, in provincia di Foggia, ritenuti al vertice del clan Iannoli-Perna, accusati di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione dalla mafiosità commesso il 21 marzo 2018 nei confronti di Marco Raduano.

 

È l’esito della sentenza del processo che si è svolto con rito abbreviato davanti al Gup del Tribunale di Bari. Il pubblico ministero della Dda di Bari aveva chiesto una condanna a 18 mesi per entrambi gli imputati. Secondo la ricostruzione dell’accusa la sera del 21 marzo di due anni fa tre killer armati di mitra e fucile tentarono di uccidere il capo clan Raduano ferendolo alla gamba, alle braccia e all’anca. Quest’ultimo riuscì a sfuggire all’agguato rifugiandosi a casa di un parente.

 

Per i magistrati della DdA di Bari i cugini Iannoli sono ritenuti gli esecutori materiali del tentato omicidio al boss Raduano, con la complicità di Gianmarco Pecorelli, quest’ultimo ucciso a giugno 2018 nelle campagne del comune Garganico; mentre il mandante dell’agguato fallito era ritenuto Girolamo Perna assassinato a Vieste nell’aprile dello scorso anno.