Popolare di Bari, la Procura: “Un progetto doloso che ha causato un danno devastante all’economia meridionale”

Il testo della richiesta di arresto per Jacobini padre e figlio, datata luglio 2019: “I funzionari aggiustavano le poste contabili su ordine dei dirigenti”
Una condotta volontaria che ha avuto come vittime decine di migliaia di persone. Secondo la Procura di Bari, come si può leggere nel provvedimento con cui, nel luglio 2019, chiedeva l’arresto degli ex amministratori della Banca Popolare di Bari, in particolare di Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio, rispettivamente ex presidente ed ex co-direttore dell’istituto di credito, di Elia Circelli, responsabile bilanci della banca (tutti e tre finiti ai domiciliari il 31 gennaio) e dell’ex ad Vincenzo De Bustis Figarola (interdetto), “il doloso progetto degli indagati è stato quello di salvare l’immenso potere di gestione del più grande istituto bancario meridionale, oltre che per arricchimento personale, a spese di 70.000 azionisti, la maggior parte costituita da pensionati, dipendenti, piccoli risparmiatori, che hanno sostanzialmente perso (attesa l’illiquidità) la incredibile somma di 800 milioni di euro raccolti. La sottrazione di questa enorme somma all’economia locale per finanziare imprenditori legati agli Jacobini in imprese fallimentari costituisce un devastante danno per l’economia meridionale”. I magistrati evidenziano la “gravità del danno o del pericolo cagionato alla persona offesa dal reato. Nella specie non è stata contestata la truffa, ma non vi è dubbio che le omesse informazioni nei prospetti costituisca il reato di truffa”, rilevano. “I funzionari – spiegano i pm – eseguivano gli ordini degli Jacobini, ‘aggiustando’ le poste contabili, indicando un utile sempre presente, così da creare una fiducia in capo ai clienti della Banca che sottoscrivono le azioni BpB inconsapevoli del rischio”. Secondo le indagini, inoltre, “per perfezionare la raccolta del risparmio necessario alla propria ricapitalizzazione, veniva predisposto un programma di profilatura della clientela non idoneo a rendere edotta quest’ultima dei reali rischi derivanti dalla sottoscrizione degli strumenti finanziari emessi, tenuto conto dell’età, del grado di istruzione e delle esigenze di liquidità degli investitori”. Per la Procura “Marco Jacobini era il “leader indiscusso della Banca popolare di Bari” e il “principale interlocutore con i vertici dell’Organo di Vigilanza. Proprio il 21 marzo” 2017, giorno della consegna del rapporto ispettivo di Banca d’Italia, Marco Jacobini è stato “parte attiva – scrivono i pm – nel fornire agli ispettori di Banca d’Italia, per il tramite del dottor Claudio Patalano, collaboratore esterno della BpB, risposte adeguatamente ed opportunamente concordate su argomenti di particolare rilievo, fra i quali quello relativo alla problematica della liquidità”.