Policoro, clima di paura per auto in fiamme e sparatorie

Un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica da convocare con urgenza. Lo ha chiesto il sindaco di Policoro Enrico Mascia dopo gli ultimi episodi avvenuti nella cittadina jonica.

La richiesta, subito accolta dal Prefetto, è avvenuta all’indomani dell’atto intimidatorio ai danni di uno studio notarile contro cui sono stati esplosi 5 colpi di pistola e a poche ore dall’incendio che ha semidistrutto una Fiat Cinquecento di proprietà una insegnante in pensione.

Su quest’ultimo episodio si starebbe valutando anche una pista lontana da eventuali atti legati alla criminalità organizzata ma si tratta comunque dell’ennesima allerta a Policoro e, più in generale, in un’area, quella del Metapontino, in cui a fine anno è stato commissariato per infiltrazioni mafiose il consiglio comunale di Scanzano Jonico.

‘’Riconosciamo l’impegno profuso quotidianamente dalle forze dell’ordine- ha scritto Mascia- per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica sul territorio e confidiamo, che alla luce degli ultimi episodi, sia implementata l’azione di prevenzione e repressione di tali atti criminosi’’.
Lo scorso 26 dicembre, intorno a mezzanotte, altri colpi di arma da fuoco erano stati esplosi contro l’auto parcheggiata di un cittadino policorese titolare di un autolavaggio; e lo studio notarile non dista molto dal chiosco che nello scorso mese di ottobre era stato scenario del ferimento, sempre con colpi d’arma da fuoco, di due persone. E se vogliamo spostarci ma solo di pochi chilometri, a San Brancato di Sant’Arcangelo poco più di una settimana fa, sono stati esplosi in pieno giorno due colpi di pistola contro un negozio di ottica.

In attesa che le indagini facciano il loro corso è impossibile non ricordare la descrizione della Basilicata fatta dall’ultima relazione della Direzione Investigativa antimafia. La Basilicata è una regione in cui si registra “una sempre maggiore interferenza degli aggregati criminali confinanti – pugliesi, campani e calabresi – disposti ad interagire con le consorterie criminali locali per espandere i propri affari illeciti”.