Taranto, disposta nuova perizia sulla morte del pensionato 66enne Antonio Cosimo Stano

Sarà necessaria una nuova perizia per fare luce sulla morte di Antonio Cosimo Stano, il pensionato di 66 anni di Manduria deceduto il 23 aprile scorso dopo una serie di aggressioni da parte di più gruppi di giovani che poi postavano i video sulle chat di whatsapp. Secondo il medico legale Liliana Innamorato, consulente della procura, c’è un nesso di concausa tra il quadro clinico di Stano e le ripetute vessazioni cui fu sottoposto. Conclusioni nettamente diverse quelle a cui sono giunti i consulenti dei legali di 3 maggiorenni (due diciannovenni e un ventitreenne), che stanno affrontando il processo con rito abbreviato nell’ambito dell’udienza preliminare. Il gup di Taranto Vilma Gilli ha quindi deciso di affidare al medico legale Roberto Vaglio e al professor Carmine Chiumarulo dell’Università di Bari la perizia per avere un terzo parere indipendente. Le operazioni peritali inizieranno il 14 gennaio e saranno discusse nell’udienza del 24 febbraio 2020. Nell’inchiesta, lo ricordiamo, sono coinvolti anche 13 minorenni, due dei quali – giudicati con rito ordinario – hanno già ottenuto la messa alla prova per un periodo di due anni e due mesi e due anni e mezzo. Stessa procedura è stata chiesta dal pm per altri 10 minorenni su 11 che vengono giudicati con il rito abbreviato. Tra le accuse, oltre alla morte a seguito di tortura, anche quelle di sequestro di persona, danneggiamento, violazione di domicilio, furto e lesioni.