Brindisi, timbravano il cartellino e poi uscivano: indagati 31 dipendenti della Regione

Timbravano il cartellino e poi uscivano per andare a sbrigare commissioni, fare la spesa, accompagnare i propri figli a scuola o andare al bar per un caffè. Indagati 31 dipendenti della Regione Puglia, 28 dei quali sono stati sospesi dal servizio, da un minimo di quattro mesi sino a un massimo di dieci: sono accusati di truffa ai danni dell’Amministrazione pubblica, per 35mila euro, e falso. La Guardia di Finanza, che ha condotto le indagini, ha quindi sequestrato conti correnti per 35mila euro per recuperare le somme indebitamente percepite a fronte di prestazioni lavorative mai eseguite. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Negro, è iniziata nel luglio 2018, quando le fiamme gialle transitando per ragioni di servizio lungo via Tor Pisana, sede degli uffici regionali, hanno notato diversi dipendenti all’esterno della palazzina ed hanno voluto approfondire le ragioni di quelle presenze, sino a scoprire condotte penalmente rilevanti, con l’installazione di due telecamere di videosorveglianza nella zona. Le indagini hanno quindi permesso di accertare episodi di assenteismo: gli impiegati, dopo aver timbrato il cartellino, anche per conto di colleghi non presenti, si allontanavano dall’ufficio, anche più volte nel corso della giornata. In un caso addirittura un impiegato dichiarava di essere al lavoro, invece era a casa per lavori di giardinaggio. Nei prossimi venti giorni, gli indagati potranno chiedere di essere sottoposti a interrogatorio oppure rendere dichiarazioni e o depositare memorie o ancora presentare istanza per chiedere lo svolgimento di ulteriori verifiche su alcuni aspetti ritenuti importanti per chiarire la propria posizione, rispetto alle contestazioni mosse.