Taranto, in arrivo nel porto la Alan Kurdi con 88 migranti a bordo

Ha sfidato il divieto ed è entrata nelle acque territoriali italiane, per sfuggire al mare in tempesta la Alan Kurdi, l’imbarcazione con 88 migranti a bordo che in queste ore si sta dirigendo nel porto di Taranto, indicato dal Viminale per lo sbarco. Il Ministero dell’Interno infatti nelle scorse ore ha reso noto che si è conclusa anche la procedura di ricollocazione dei migranti presenti sull’imbarcazione, attivata sulla base del pre-accordo raggiunto nel corso del vertice di Malta. La Germania e la Francia ne accoglieranno 60, il Portogallo 5 e l’Irlanda 2. Dopo circa una settimana in mare, difficile la situazione sul ponte della Alan Kurdi per mancanza di cibo, acqua e medicinali. Un 45enne è stato trasportato, per gravi problemi di salute, a Pozzallo. L’imbarcazione ha soccorso sabato scorso 88 migranti, in un intervento contrastato dalla guardia costiera libica che avrebbe usato anche le armi, come denunciato dalla Sea Eye. Per la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese “non siamo di fronte ad alcuna invasione: basti pensare che nel 2019 gli arrivi sono stati circa 9.600 rispetto ai 22mila di tutto il 2018”. La ministra ha sì riconosciuto un aumento degli sbarchi nel mese di settembre, ma l’ha ricondotto “soprattutto all’aumento degli sbarchi autonomi”. Sul Memorandum con la Libia, Lamorgese assicura che si lavora per modificarlo: occorre sostenere i rimpatri volontari assistiti e “vanno svuotati i centri libici attraverso i corridoi umanitari europei”. Sul tavolo del Governo c’è anche la modifica dei decreti sicurezza di Salvini. Saranno corretti entro fine anno, ha assicurato il ministro dell’Interno. Intanto, Openpolis ha tracciato un bilancio ad un anno dal primo decreto legge, quello che ha eliminato la protezione umanitaria. I dinieghi della richiesta di asilo sono saliti all’80%, i rimpatri sono fermi e continua così a crescere il numero di irregolari: saranno 680mila entro il 2019 e supereranno i 750mila a gennaio del 2021.