Crac Fusillo, debiti per 200milioni di euro

Debiti per duecento milioni di euro che hanno condotto al fallimento il Gruppo Fusillo di Noci. Stando alle indagini della Guardia di Finanza, fino al 2018 gli imprenditori del Gruppo avrebbero distratto e dissipato cespiti immobiliari, complessi aziendali e partecipazioni societarie relative a strutture turistiche di Monopoli e Polignano, in favore di altre società correlate. La richiesta di fallimento delle due società che costituiscono il Gruppo era stata presentata da uno dei creditori e dalla Procura di Bari, che ha aperto nei mesi scorsi una indagine per bancarotta fraudolenta a carico degli imprenditori Emanuele, Vito, Giovanni e Giacomo Fusillo, i primi tre soci e amministratori di Fimco Spa e Maiora Group Spa, e Giacomo, figlio di Vito, amministratore delegato delle due società. E così, il Tribunale di Bari, con due distinti provvedimenti depositati nelle scorse ore, ha “ritenuto che sussistano i presupposti per la dichiarazione di fallimento” in quanto “risulta provato lo stato di insolvenza del debitore”, che aveva presentato domanda di concordato preventivo con riserva senza poi depositare nei termini di legge alcuna proposta di ristrutturazione aziendale e, per questo, “dichiarato inammissibile”. Nell’ambito dell’inchiesta nel luglio scorso sono state inoltre eseguite perquisizioni negli uffici delle società e anche nella sede della direzione generale della Banca Popolare di Bari, principale creditore delle due imprese. L’adunanza dei creditori per l’esame dello stato passivo è fissata all’udienza del 28 gennaio 2020.