Crac Fse, concluse le indagini: tra gli indagati anche l’ex ad della Bnl Fabio Gallia

Avrebbero aggravato la situazione debitoria delle Ferrovie Sud Est attraverso la concessione di finanziamenti a fronte di una serie di garanzie praticamente illimitate, il mantenimento di linee di credito in favore della società oramai in fase di dissesto e l’assenza di qualunque tipo di controllo sulla destinazione delle somme erogate. E’ quanto emerge dall’inchiesta delle fiamme gialle sui vertici di Bnl nel crac di Fse. I funzionari, cioè, avrebbero continuato ad erogare credito che l’ex amministratore Fiorillo avrebbe usato per sostenere ingenti e sproporzionate spese, indebitando ulteriormente la società, contribuendo così a causare un grave impoverimento finanziario di Fse. A partire dal 2012, poi, avrebbero rimodulato i rapporti bancari a proprio favore, determinando il rientro della propria posizione di creditori in danno della massa degli altri creditori. Le condotte contestate risalgono agli anni 2009-2016, ma i reati di bancarotta ipotizzati sono datati gennaio 2017, data di ammissione al concordato. Si allarga così l’indagine della Procura di Bari sul coinvolgimento dei vertici Bnl-Paribas nel crac di Ferrovie del Sud Est, arrivando a ipotizzare responsabilità anche nei confronti dell’ex amministratore delegato della Banca, Fabio Gallia. A garanzia delle linee di credito concesse da Bnl, la società Ferrovie Sud Est si sarebbe impegnata a cedere alla banca “l’intero importo dei corrispettivi maturati e maturandi” dal contratto di servizio con la Regione Puglia e dai “progetti di finanziamenti erogati dalla Regione o dal Ministero dei Trasporti”, oltre all’importo “che sarebbe derivato in caso di vittoria di un contenzioso con la Regione”, per un totale, fino al 2016, di 93 milioni di euro. È questo uno dei particolari emersi dall’avviso di conclusione delle indagini, notificato dalla Guardia di Finanza nelle scorse ore. Gli indagati quindi rispondono, a vario titolo, dei reati di bancarotta fraudolenta impropria per effetto di operazioni dolose ai danni di Fse e bancarotta fraudolenta preferenziale in favore di Bnl-Paribas. Sul crac da 230 milioni di euro di Fse è già in corso, lo ricordiamo, un processo per bancarotta a carico di 16 persone, tra le quali lo stesso Fiorillo, funzionari e consulenti della società e imprenditori.